Da analogica a digitale, come cambia l’automobile

gennaio 25, 2013  |  Tecnologia  |  133 Commenti  |  Lascia un commento

Non so se state osservando come sta cambiando il modo di usare l’automobile. Non passa giorno, o quasi, senza una notizia che riguardi la connettività in auto, la rete wi-fi a bordo, la possibilità di interagire con la propria vettura a distanza. Siamo all’alba di una nuova era e forse quelli che stiamo facendo ora sono i primi passi che ci porteranno a usare la macchina come se fosse un accessorio del nostro smartphone. Roba da nativi digitali.

Vi confesso, invece, che mi piace l’idea di vivere “nel passaggio”, di essere un “nativo analogico” e allo stesso tempo di vivere nel mondo digitale. E mi chiedo (e giro la domanda a voi) se anche per l’automobile esista un prima e un dopo, un passaggio insomma, e cosa l’abbia determinato: fino a quando l’auto è rimasta “analogica” e cos’è che la renderebbe “digitale”?  Così, con la complicità dei miei compagni di banco qui in redazione, abbiamo cominciato a cercare degli spartiacque, tipo i carburatori sono “analogici”, l’iniezione elettronica è “digitale”? Oppure, l’auto a guida autonoma è “digitale”, quella “da guidare” no? O ancora: è “culturalmente digitale” la vettura che prenotiamo in car sharing e “analogica” quella che compriamo? Il tema è interessante e, spero, anche divertente.


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133 Commenti


  1. Tu che auto hai? Win8? Android? IOs? I giovani di domani
    non guarderanno più al numero di porte o al numero delle valvole,
    alle sospensioni e nemmeno al colore della carrozzeria, quella sarà
    roba da vecchi, da analogici. Io ho un’auto Win8 perchè è più
    rapida nella ricerca rispetto all’ Android ed in più ho provato iOS
    di mia mamma ma con quello non riesco ad entrare in FB. Non vedo
    l’ora che esca Win9 per cambiare auto……. Gli spartiacque? Beh
    sono tantissimi: Finestrini a manovella contro Vetri elettrici;
    Contachilometri con i numerini che ruotavano contro Display
    luminoso. Adesivo sulla portiera con scrito i Km dell’ultimo cambio
    olio contro l’avviso sul display. Volendo anche la ruota di scorta
    con il Crick contro il Kit ripara gomme.

  2. Beh, la distinzione è ardua. Dal punto di vista tecnico
    l’introduzione dei semiconduttori, quindi delle centraline
    elettroniche, a cominciare da quelle di regolazione dello
    spinterogeno, è stato forse il primo spartiacque tra auto
    analogiche e digitali. Questo però non credo aiuti molto. Allora mi
    verrebbe da dire che analogica è qualsiasi auto “immemore”. Nel
    momento in cui la si guida, un’auto analogica permette di conoscere
    esattamente cosa sta facendo, dalla cremagliera dello sterzo fino
    ai mozzi delle ruote, in quanto il suo funzionamento è determinato
    unicamente dalla meccanica in genere, dall’elettrotecnica, dalle
    azioni di chi è al volante. Se nella progettazione dell’auto
    s’introduce qualche forma di “memoria immateriale”, vale a dire non
    legata all’usura e consistente in istruzioni per svolgere date
    funzioni, la conoscenza di cui sopra ne risulta inficiata. Tali
    istruzioni, infatti, non sono scritte né sul libretto d’uso e
    manutenzione, né sui comuni manuali d’officina e, corrispondendo ad
    azioni svolte in modo “oscuro”, l’auto non può più dirsi nel pieno
    controllo di chi la guida. L’auto è diventata allora digitale. C’è
    quindi da chiedersi dove fissare il limite entro il quale un’auto
    dotata di “memoria immateriale” può ancora, nonostante tutto,
    considerarsi “analogica”. La risposta in questo caso è semplice:
    quando non obbliga a fare cose che non si vogliono fare e non
    lascia fare cose che non si devono fare. Un esempio: le centraline
    sono in genere programmate per far funzionare motore e dispositivi
    vari secondo logiche che mirano all’ottenimento di certi risultati,
    che non si conoscono, nel merito dei quali non si ha alcun potere
    d’influenza e che magari non si condividerebbero se se ne fosse a
    conoscenza. Poniamo che alcune di queste logiche facciano aprire
    più frequentemente del necessario il portafogli, cosa che
    ovviamente non si vorrebbe fare. Ecco che in questo caso l’auto
    comincia a risultare parecchio “digitale”. Questo può accadere a
    causa di rendimenti arbitrariamente regolati, di conseguenti
    maggiori consumi, di interventi di manutenzione imposti, ecc.
    Poniamo, invece, che alcune di queste logiche facciano trovare la
    strada giusta, telefonare senza staccare le mani dal volante,
    rimanere in carreggiata, frenare in tempo, ecc. Ecco che in questo
    caso l’auto torna ad essere “analogica”. Fintanto che l’auto
    garantisce le migliori condizioni d’uso e sicurezza per chi la
    guida, o ne è passeggero, è da considerarsi culturalmente
    analogica, indipendentemente da quanta elettronica abbia a bordo.
    Tutti i dispositivi d’intrattenimento, comunicazione e connessione
    per chi è alla guida con veicolo in movimento, eccezion fatta per
    radio, musica, bluetooth, sono pertanto da considerarsi
    culturalmente digitali. Spero che nessun nativo digitale perda mai
    di vista questa distinzione.

    • Davvero molto interessante. Francesco

      • D’utok2me? C’mon! Mi rendo conto di dare una connotazione esageratamente negativa al concetto stesso di digitale, certo frutto d’una forma mentale, la mia, ormai superata. Il topic è divertente, interessante, ma anche complesso. In definitiva faccio considerazioni da vetero analogico irrecuperabile, che non riesce a cogliere il cambiamento culturale nella percezione e nell’uso dell’auto, e che pertanto si limita a girarci attorno ripiegando infine sul tema della sicurezza. Tu, piuttosto, che sei ancora giovane…

      • Ci siamo forse fraintesi? Il mio voleva essere il semplice
        schermirmi dal tuo apprezzamento, del quale comunque ti ringrazio.
        Soprattutto, la mia voleva essere l’espressione della volontà di
        leggerti non “in replica”; come sai fare tu… Scusa per la melassa
        finita sul tappeto.

        • Ma no, ma no: quale melassa e quale tappeto! Complesso e
          raro occhio di pernice: questo il tuo scrivere! Perdonami: ma
          l’argomento proposto dal nostro Carletto – capita, o insomma: non è
          colpa al Nostro da attribuire, ma solamente legge dei grandi
          numeri; inevitabile come, speriamo di no, un salto di corsia –
          m’ispira “repliche”. Ogni tanto: un po’ di panca, un turno al
          muretto se non proprio al paddock… Ci sta. Grazie, davvero: per
          le belle parole! Francesco

    • Interessante visione. Quella dei valori volutamente
      sfalsati mi ha acceso una lampadina nella testa. A regola, le
      vetture, dovrebbero uscire dalla casa con la migliore
      ottimizzazione prestazioni-consumi. Allora come mai un buon
      preparatore (ripeto BUON) riesca a far ottenere migliori
      prestazioni con pari consumi? Addirittura, ad andatura costante, i
      consumi migliorano (provato sulla mia pelle).

      • Su una 156 1.9JTD 115cv, portata a 130/139cv[non ricordo
        esattamente], i consumi calarono di ca.0,5l/100km e la maggiore
        spinta era tangibile. C’é da dire che i costruttori puntano non
        solo alla ottimizzazione prestazioni-consumi/emissioni, ma anche
        alla ‘resistenza’ del motore. Si lasciano quindi un buon spazio di
        tolleranza e quindi spazio per futuri miglioramenti. Per dire…ho
        letto su una rivista teutonica che il 2.5TDI Audi era troppo
        ‘sfruttato’[con relativi problemi di tenuta] sulla versione 179cv
        rispetto allo step 150cv.

    • Ho omesso un importante precisazione. Un buon preparatore e
      ritoccando solo la programmazione della centralina.

      • Non hai omesso solo un’importante precisazione…Hai omesso
        un’altra importantissima precisazione: bisogna vedere quale
        normativa di inquinamento rispetta successivamente una vettura così
        taroccata! La centralina dell’auto deve restare immacolata così
        come esce dalla Casa costruttrice. Cordialmente Salvatore

        • Non sono concorde, Salvo.
          I preparatori di centraline non sono dei criminali che “taroccano” la centralina, perché in tal caso lo sarebbero in primis le case e le officine autorizzate, giacché se ti rechi in uno di questi luoghi, e paghi, ne esci con una di queste fantomatiche centraline oscure… con la complicità della casa madre.
          La questione, molto semplicemente, è che l’auto deve andare bene per tutti, e con questo presupposto la centralina deve essere un compromesso tra prestazioni/consumi/potenza/durata. Se un diesel euro 4 con 100 cv entra da uno di questi preparatori, in seguito, al massimo, ne esce lo stesso diesel, con 130 cv e sempre euro 4; questo perché le preparazioni devono rispettare determinati margini che vengono stabiliti dalla casa madre e di solito si attestano intorno al 30/33 % max di aumento di cavalli e coppia; oltre non viene più garantita l’affidabilità del motore e delle altre componenti e senza modifiche meccaniche si può andare incontro a spiacevoli accadimenti…
          Quindi non è per niente difficile trovare un preparatore bravo che trova un mix migliore tra consumi, potenza e prestazioni, anzi.
          E male che vada diminuiscono anche le emissioni, ma li bisogna vedere lo stato della marmitta prima…

          • Non credo proprio. Gli interventi alla centralina, caro
            Niko, sono vietati dalla legge proprio perché non garantiscono
            esattamente lo stesso rapporto stechiometrico che fa funzionare al
            meglio il catalizzatore per abbattere le emissioni inquinanti. Se
            fosse vero quello che tu dici tutte le Case automobilistiche
            procederebbero fino al punto di garantire migliori consumi e
            maggiori prestazioni compatibilmente con la durata standard di
            250.000 km. dei motori odierni. Le Euro 6 sono meno inquinanti
            delle Euro 5 con una differenza molto minore se prendiamo come
            paragone le Euro 2 rispetto alle Euro 1 e la normativa
            antiinquinamento è così stringente che le Case adottano il miglior
            mix per garantire il rispetto della normativa, i migliori consumi e
            le migliori prestazioni. Nessun preparatore è più bravo degli
            ingegneri che progettano i motori e le centraline elettroniche
            della Casa costruttrice. Cordialmente Salvatore

          • Si, la normativa resta tale. Anche perché al collaudo[Tüv],
            vengono verificate anche le emissioni…

          • Da noi sono vietati in quanto è evasione fiscale. Alla
            stessa maniera se utilizzi gasolio agricolo invece che per
            autotrasporto. In Germania è quasi la norma avere delle centraline
            aggiuntive o ritocchi vari. Non per niente c’è un gran numero di
            preparatori che vendono kit aftermarket (AC Schnitzer, Brabus, ABT,
            Carlsson ecc ecc). Ripeto: sul maggiore inquinamento di vetture
            SOLO rimappate bisognerebbe attendere il parere di un esperto. Ora
            come ora io non escludo a priori nessuna delle due ipotesi. So solo
            che con rimappa fatta per bene il motore sembra avere un rendimento
            migliore.

          • Infatti anche io penso che le case farebbero le mappature
            migliori in assoluto come rapporto prestazioni-consumo. Ma il mio
            dubbio è che le case ottimizzino tali mappature ad un ciclo
            standard di omologazione a cui sono sottoposti i motori. Siccome
            tale ciclo si differenzia sostanzialmente dall’uso reale ecco che,
            nella realtà, tale mappa perfetta per l’omologazione diventa non
            buona per il ciclo reale stradale. Ecco che, guarda caso, i cicli
            omologati di vetture “spinte” sono più vicini a quelli reali di
            motori “soft”. E’ qui che sento puzza di trucchetto.

          • Carlo, per favore cancella la versione scorretta, non l’ho
            riletto e fa schifo :P Infatti anche io penso che le case
            dovrebbero fare le mappature migliori in assoluto come rapporto
            prestazioni-consumo. Ma il mio dubbio è che le case ottimizzino
            tali mappature ad un ciclo standard di omologazione a cui vengono
            sottoposti i motori. Siccome tale ciclo si differenzia
            sostanzialmente dall’uso reale ecco che, nella realtà, tale mappa
            perfetta per l’omologazione diventa non buona per il ciclo
            stradale. Ecco che, guarda caso, i cicli omologati di vetture
            “spinte” sono più vicini a quelli reali rispetto a come succede per
            i motori “soft”. E’ qui che sento puzza di trucchetto.

          • Se fosse vero quello che io dico tutte le case
            automobilistiche ti fornirebbero anche una mappatura della
            centralina “potenziata” (è brutto come termine, ma prendiamolo per
            buono) da poter installare previo pagamento dopo l’acquisto…
            oh… ma lo fanno… L’auto omologata per essere venduta in grande,
            grandissima, serie deve rispettare dei canoni precisi, che, oltre a
            essere quelli abbastanza demenziali dell’omologazione (mai vi fu
            cosa più inutile del ciclo di omologazione) sono anche quelli delle
            “leggi di mercato”; te, ad esempio, compreresti una Grande Punto
            1.3 mjet con 120 cv? Onestamente non credo (non lo so, ma vado per
            ipotesi, visto che motori più grossi, vuoi per costi, vuoi per
            potenza hanno avuto un successo a dir poco modesto) e quindi la
            scelta migliore è tenere quello da 90… la Ypsilon da 105cv quanto
            ha venduto? Non abbastanza. La questione legalità… se non viene
            dichiarato è sufficientemente ovvio che non sia legale, ma – cosa
            accertata – se io, privato, faccio una nuova mappatura alla mia
            auto che mi da x cv in più e x coppia in più, posso benissimo
            dichiararlo alla motorizzazione, loro, dopo aver ricevuto un lauto
            “compenso” in bolli, bollettini e marche da bollo, fanno tutte le
            prove del caso e… ti dicono che va bene… Attento però, con
            questo non dico che tu abbia torto o chissà cosa, dico solo che le
            possibilità ci sono, chiuso. E gli ingegneri sono sicuramente i più
            bravi in questo lavoro, ma un preparatore deve far capo a se
            stesso, un ingegnere all’azienda che deve vendere a qualsiasi costo
            quell’auto, e quindi ha dei limiti che è meglio che non superi…
            Se poi ci sono dei preparatori altamente specializzati, con siti
            internet, sedi legali,officine e quant’altro, devo forzatamente
            supporre, comunque, che sia più legale di quanto si pensi,
            altrimenti mi chiedo perché lo Stato non li abbia ancora fatti
            chiudere…

          • Andando in ordine alfabetico mi viene in mente ABT…
            Eccovi un video ove al min 2:15 vengono indicate emissioni [per
            cavallo] ridotte e nonostante l’aumento della potenza, consumi ed
            emissioni non sono superiori alla versione di serie. Di conseguenza
            resta invariata la classificazione Euro. Oltrettutto, in Germania
            l’assicurazione e il bollo non sono legate ai cv[fiscali] e quindi
            non vi é evasione. Peró, bisogna far approvare e registrare la
            modifica al Tüv. Anche presso i preparatori lavorano fior di
            ingegneri…e la garanzia offerta sul lavoro fatto, ne é testimone.
            Inoltre, l’obbiettivo dei preparatori é quello di puntare ad un
            miglioramento, mentre le case costuttrici sono spesso legate da
            altri motivi…specie di marketing. Credo non sia un problema
            portare il 1.2 Fire di 69cv a 75 cv, ma Fiat non lo fa. Lederebbe
            alle vendite del 0.9TA da 85cv. L’esistenza di preparatori é
            assicurata perché c’é sempre e comunque un margine di
            miglioramento.
            http://www.abt-sportsline.de/en/about-abt/innovation-and-technology/

          • @Niko46 la Y [Sport Momo Design]1.3Multijet 105cv non ha
            venduto granché, probabilmente perché il miglioramento delle
            prestazioni rispetto alla 90cv era davvero marginale: 177km/h vs
            175km/h; 0-100 in 10,3s vs 10,5s. Tutto ció forse dovuto al fatto
            che -stranamente- condividevano la stessa coppia di 200 Nm/1 750
            U/min.

          • Se la vettura ha la stessa coppia motrice massima le
            soluzioni per avere più cavalli sono due: od hanno aumentato i giri
            del motore od hanno tenuto la coppia più elevate nella sua fase
            discendente (rispetto al modello da 90 cv). In entrambi i casi non
            cambia granché.

          • @Nascar interessante quanto scrivi, magari il buon Carlo
            D[&]G dispone dei relativi dati? Sono curioso…

          • @ri-Nascar In rete ho trovato dati che sencondo i quali sia
            la versione con 90cv, che quella con 105, raggiungono la potenza
            massima a 4.000giri. In teoria resterebbe la seconda possibilitá da
            te elencata.

        • Per carità, lungi da me il voler fare l’apologia delle
          centraline modificate e delle modifiche in genere (il tarocco come
          concetto è un’altra cosa), ma posso assicurare, anche nel mio caso
          per esperienza diretta, che alla revisioni le emissioni rientrano
          tranquillamente nei limiti delle normative di riferimento. Semmai,
          conoscendo i valori precedenti, si avranno NOx un po’ più alti
          perché il motore non gira “grasso”, ma con temperature che restano
          sempre in sicurezza, nel mio caso anche dopo aver abbassato la
          testata di qualche decimo (si sta parlando d’un auto della seconda
          metà degli anni ’90 e che ha già abbondantemente superato i 100’000
          Km). Il rendimento è migliore perché alcuni dimensionamenti di
          parti meccaniche, così come alcuni parametri di programmazione
          delle centraline non sono sempre di pertinenza dei progettisti, ma
          sono talvolta imposti “dall’alto”. Certamente questo avviene su
          basi tecniche, ma altrettanto certamente con finalità volte più
          alla standardizzazione ed alla economicizzazione del processo
          progettuale, nonché produttivo, che non all’ottenimento del
          migliore risultato. Ogni modifica ha un costo, determina la
          “violazione” degli standard in uso, le relative assunzioni di
          responsabilità, richiede verifiche e collaudi; insomma, per quanto
          possa risultare utile, viene a volte percepita come una rogna da
          evitare e basta. Il concetto di “immacolata”, per quanto appena
          detto, diventa quindi perlomeno relativo. Visto che stiamo parlando
          di digitale, dopo aver sistemato eventuali bug e modificato le
          parti di codice semplicemente replicate, per motorizzazioni diverse
          e su diverse versioni d’uno stesso motore, è infatti forse più
          “immacolata” la centralina dopo il “trattamento” di quanto non lo
          sia all’uscita dai cancelli della fabbrica. In questi casi il
          digitale, per quanto possa sembrare paradossale, dimostra d’avere
          un’anima analogica: quella di chi, con passione e competenza, ha
          voluto e saputo riscrivere le righe di codice, che come le righe
          d’una partitura scarsamente curata non permettevano la migliore
          esecuzione d’un brano musicale, magari già bello, ma potenzialmente
          bellissimo.

        • La mia domanda sulle centraline era incentrata a capire
          anche questo aspetto. A parità di hardware l’equazione consumo=
          emissioni significa che se ho più cavalli e consumo uguale allora
          inquino uguale. E quindi mi chiedo come mai ci siano parametri di
          miglioramento notevoli (20-25%) e le case, invece, ci diano meno
          cavalli e coppia con pari consumi. Forse con le centraline
          “potenziate” non avrebbero ottimi valori di consumo ed emissioni
          nei cicli di omologazione che, come risaputo, non rispettano i
          valori reali.. Anzi, più una vettura risulta parsimoniosa è più il
          valore reale si discosta da quello teorico. Mentre i consumi
          dichiarati su vetture potenti si avvicinano maggiormente a quelli
          reali. Questo proprio per delle proprietà intrinseche del motore
          che fa in modo che nei cicli di omologazione non si possa “rubare”
          più di tanto. Qui servirebbe il parere di un vero tecnico.

          • Appunto, caro Nascar…Ma finora commenti tecnici ce ne
            sono stati pochi e molti parlano perché hanno la bocca e per
            sentito dire… E…soprattutto perché leggono poco 4R!
            Cordialmente Salvatore

  3. Partendo dal presupposto che è digitale, per me, tutto ciò
    che è collegato ad un computer e ciò che viene comandato da un
    “ordine elettronico”, gestito da apposito software o algoritmo, e
    che comunque dà i suoi frutti trasmettendo un informazione
    (comando) tramite una serie di bit… ovvero di 0 e 1 in linguaggio
    binario. Di conseguenza l’acceleratore a filo è analogico e quello
    elettronico è digitale, le centraline che ormai montano le auto da
    qualche decennio sono digitali, mentre i carburatori sono apparati
    analogici, l’orologio a lancette è analogico quello con le cifre
    scritte sul display è digitale, la chiusura delle portiere è
    centralizzata quella delle portiere di una volta che dovevi tirare
    giù manulamente su ogni portiera separatamente è analogica,
    l’antifurto è digitale (collega sirena, sensori, centralino, a
    volte modulo gps,…) mentre il bloccasterzo meccanico è analogico,
    le radio che si sintonizzavano con la rotella sulle auto di 20 anni
    fa e sulle quali ogni 2 minuti dovevi riaggiustare la sintonia
    erano analogiche quelle attuali a ricerca automatica sono digitali,
    lo sblocco della porta con la chiave è analogico quello con la
    scheda che tieni in tasca sfiorando la portiera è digitale, i freni
    sono un impianto analogico ma l’abs è un apparato digitale che si
    applica ai freni, il differenziale meccanico di alcuni offroad nudi
    e crudi è analogico invece le moderne trazioni integrali sono
    digitali (è vero che si basano su differenziali o frizioni
    meccanici, ma sono comandati dall’elettronica),…. Di esempi penso
    se ne possano trovare centinaia, forse migliaia con l’evoluzione
    avuta negli ultimi decenni nel mondo dell’auto. E credo che questa
    evoluzione porterà ad auto sempre più automatizzate e sempre più
    piene connessioni: nel primo caso basti pensare ai sistemi già oggi
    venduti -di solito come optional- su alcuni modelli che permettono
    all’automobile di parcheggiare da sola, o ai test che si stanno
    eseguendo su alcune auto sperimentali che “guidano” da sole per
    mezzo di sensori, oppure ancora agli impianti frenanti che se
    rilevano un ostacolo (specialmente ad andatura cittadina) azionano
    i freni per diminuire i danni dell’impatto o in qualche caso
    evitare lo scontro; nel secondo caso invece pensiamo ai moderni
    sistemi che integrano navigazione internet tramite rete umts,
    collegamento bluetooth tra sistema multimediale dell’auto e
    telefono cellulare personale, sistemi di controllo satellitari che
    ti informano su dove si trova la tua auto in quell’istante, ecc.
    Secondo me il prossimo passo avanti da fare è la parte delle
    “difese elettroniche”: se da una parte internet e il mondo
    dell’informatica garantiscono grandi risorse e informazioni da
    poter sfruttare in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo,
    dall’altra pongono il problema dei virus e dei bug. Cosa accadrebbe
    se un’auto in cui non solo l’impianto multimediale, ma anche
    l’acceleratore, l’abs, gli airbag, i sistemi di sicurezza,
    l’alimentazione elettronica,…, venisse attaccata da un virus o
    colpita da un bug?! Finchè manda in tilt la radio è un conto ma se
    l’auto frenasse o accelerasse all’improvviso? Da una parte si può
    pensare di separare le due reti (quella dello svago e quella della
    guida), ma ciò vorrebbe dire che molte auto in cui oggi tramite
    apparato multimediale si comandano la risposta del motore e delle
    sospensioni sarebbero già da scartare. Quindi l’unica soluzione è
    quella di implementare una rete difensiva, un antivirus… con
    tutte le difficoltà che ciò comporta, visto che anche gli antivirus
    informatici sui nostri pc spesso non sono perfetti nonostante si
    aggiornino quasi quotidianamente. Ai posteri l’ardua
    sentenza

  4. Digitale.
    So cosa significa.
    Ma qui lo considero in senso più ampio e profondo, nello spirito del thread.
    Per me lo spartiacque è stato uno: lo starter. L’aria da tirare, per capirci. Una di quelle (tante una volta, ora meno) cose che ti fanno sentire un po’ manico anche se guidi una Fiat Uno.
    Il digitale, l’informatizzazione, ti semplifica la vita. Ora accendi il motore e parti. Il livello olio su certe auto non si controlla più sporcandosi le mani. In altre, il motore è addirittura inaccessibile.
    Il digitale ti dà tanto, l’analogico però ti dà sapore.
    Ne vengo ora da un forum di strumenti musicali; il mondo delle tastiere, da 30 anni, è diviso tra strumenti analogici e digitali. Oggi sempre più digitali. Ma gli analogici resistono. Perchè?
    Hanno sapore. Una bottiglia di brunello contro uno scaffale intero di bibite.
    Il mondo dell’auto è diverso, non c’è posto per le nostalgie, quindi il digitale prenderà ancora più campo. Ed è un bene: una volta guidare era una cosa da eroi, oggi è per stressati il cui ultimo pensiero è ricordarsi di togliere l’aria o sfrizionare con perizia in salita senza usare il freno a mano.
    Sebbene ognuno di noi abbia un punto diverso da cui vede iniziare la discesa verso il digitale, una considerazione è da fare: la strada è ancora lunga, il bello deve ancora venire.
    Bello senz’anima?
    Un po’.

    • Devo ammettere che io il senso dell’anima del bello
      analogico, quello musicale stando al tuo calzante parallelo, l’ho
      persa da tempo; più precisamente da quando m’è apparsa, come
      accadde al Melandri di monticelliana memoria, la… Caroline Loeb di
      “C’est La Ouate”. Nel suo négligé de soie, accompagnata da
      percussioni e tastiere tutt’altro che analogiche, lei mi ha
      indicato la via del digitalissimo synthpop, che non avrei più
      abbandonato. Tu dici: senz’anima. Eppure i testi dei Depeche Mode,
      dei De/Vision ecc. sono intrisi d’umanità, di temi esistenziali, di
      visioni escatologiche, che potrebbero forse considerarsi la
      compensazione analogica di tanta digitalità nelle musiche. Che
      allora il digitale ci aiuti a dare più spazio e tempo
      all’analogico? Che la cura dell’anima degli strumenti affidata al
      digitale ci permetta di curarci di più, e meglio, della nostra di
      anima? Certo, i virtuosismi analogici fanno bene all’anima, ma se
      li affidassimo ad una gestione digitale (che comunque è un’arte a
      sé e da non sottovalutare), l’artista potrebbe avere altro da
      dirci, da darci? Tornando alle auto, poniamo di essere coinvolti in
      una piacevole conversazione, d’essere arrivati a destinazione, di
      dover parcheggiare in uno spazio angusto. La digitalità del sistema
      elettronico che provvede alle manovre viene ad essere compensata
      dall’analogicità d’una conversazione che prosegue, d’un piacere che
      non s’interrompe. È, esasperando la situazione, come se un pianista
      ad un certo punto dell’esecuzione si fermasse per sistemare lo
      sgabello. Viva (anche) il digitale dunque? Bello e con
      l’anima?

      • Bella piega ha preso la conversazione. D’altronde, se si
        parla di musica, con me si sfonda una porta aperta. Tu dici:
        digitale al servizio dell’analogico? Interessante! Quello che hai
        affermato circa la profondità dei testi di musicisti nell’era del
        digitale, è vero. Non so se è un caso, dovuto al contesto storico,
        o se il digitale abbia in effetti “liberato” una creatività, quella
        sì, tutta analogica. Ben venga, certo, il digitale! Per non
        interrompere un’analogica conversazione, magari allietata da un
        analogico Brunello, in barba al codice della strada. Sì, perchè il
        digitale ci permetterà di sbronzarci in macchina, tanto quella
        guiderà da sola. Ecco, quando molte vite saranno salvate da questo
        miracolo della tecnica, allora potremo dire di aver aggiunto un
        gradino superiore di civiltà. Se aspettiamo di diventare tutti
        astemi, campa cavallo…

        • «Se aspettiamo di diventare tutti astemi…» Come recita
          l’ottavo comandamento? «Ricordati del vino per santificarlo ogni
          giorno»? C’è un solo sistema, decisamente analogico come analogica
          è la nostra vita, per evitare che l’alcol trasformi la nostra amata
          automobile in strumento di morte e per azzerare, almeno
          gradualmente arrivandoci, la tragedia degli incidenti causati dal
          guidare in stato di ebbrezza: educazione. Educare i nostri figli a
          quel piacere cólto e decisamente analogico che si chiama: godere
          fisico e spirituale del buon bere; e, parallelamente, educare ad
          avere sempre rispetto. Rispetto, del tutto analogico, delle regole.
          La prima e fondamentale, tra queste: goditi una buona bottiglia di
          vino e rinuncia a guidare. Non farai del male a nessuno e del bene
          a te stesso come a chiunque incontrerai sui tuoi passi: la vita
          come la sa raccontare chi conosce la profondità del più antico
          prodotto della Terra, dono sublime di Nostro Signore e di Bacco suo
          sacerdote, non la sa raccontare nessun altro. Francesco

        • Per quanto io sia tra quelli, tornando alla tua sagace
          metafora, che si fionderebbero sullo scaffale delle “bibite
          digitali” dalle etichette fluorescenti (con gli OLED fotovoltaici
          le corsie dei supermarket parranno piccole Broadway) per provarle
          tutte (Coca Cola, Pepsi, la mitica, quasi introvabile Dr Pepper),
          apprezzo molto la pragmaticità della tua ultima frase. Le tue
          parole suonano molto digitali in quell’implicito apprezzamento per
          gli smaliziati, intriganti artifici e le voluttuarie, compiaciute
          sofisticazioni di cui solo l’ingegno umano è capace, e che possono
          essere totalmente analogici, esattamente come nel caso del
          Brunello. Un sobrio saluto, anche economicamente inteso; d’obbligo
          coi tempi che corrono.

    • Ehm, rifraso: “Devo ammettere che io il senso dell’anima
      del bello analogico, quello musicale stando al tuo calzante
      parallelo, l’ho perso da tempo; più precisamente da quando m’è
      apparsa, come accadde al Melandri di monicelliana memoria…”.
      Monicelli ovviamente e “monicelliana” quindi. È che Monti sta
      diventando un’ossessione; ti s’infila dappertutto.

  5. Il digitale è utile, semplifica tante cose ma il concetto
    di auto spero rimanga analogico. Il digitale è funzionalità pura…
    l’analogico è PASSIONE. Anche negli impianti stereo è così. Tutti
    gli appassionati veri hanno ancora amplificatori a valvole e
    continuano a ritenere il vinile la migliore forma di espressione
    musicale. Il CD toglie qualità di campionamento e il formato
    digitale solo ora riesce a soddisfare i palati fini: la musica
    liquida sta’ prendendo piede tra gli appassionati grazie al formato
    FLAC che è campionabile ad una frequenza molto più elevate di
    quella del cd. L’automobile si sta’ digitalizzando ma più come info
    e entertainment che per altro. I ragazzi di oggi vogliono
    confrontarsi sul software installato e sul sistema tablet montato
    in auto. Come mai? Come mai prima i giovanotti godevano confrontasi
    su cilindrata, cavalli, accelerazione e velocità mentre adesso sono
    tutti informatizzati? Beh, la causa è anche in quello che ha voluto
    trasmettere la società. L’auto deve essere più ecocompatibile, i
    cavalli son brutti e cattivi e vengono tassati, i carburanti
    costano un visibilio, c’è sempre meno spazio per parcheggiare, c’è
    sempre più traffico ed autovelox e spesso risulta difficile godere
    delle prestazioni….. …allora l’attenzione viene fatta spostare
    verso altre caratteristiche. Poi, oggigiorno, i ragazzi sono sempre
    più fissati con internet e social network. Vai in vacanza? Invece
    di andare a giro e basta ti fermi ad ogni WI FI disponibile a
    caricare foto e commenti su facebook. Vuoi far sapere tutto di te e
    vuoi sapere tutto degli altri. Quindi anche l’auto sta’ sempre più
    diventando strumento da bimbi-minchia: cioè un enorme tablet con
    cui mostrare su facebook il semaforo a cui sei fermo, la galleria
    in cui stai entrando, le pecore al pascolo nella collina adiacente
    la strada, le foto dei tuoi amici che si mettono in posa nei sedili
    posteriori…. le foto del muro che hai preso in pieno perchè
    invece di guidare eri su quel caxxo di facebook!!!!!

    • Caro nascar lei sta prendendo la parte più “stupida delle
      nuove generazioni. Io come giovane posso portare ad esempio il mio
      campione di ragazzi universitari. La nostra generazione l’auto
      proprio non la guarda!!! Anzi viene considerata come l’ultimo mezzo
      collaterale per gli spostamenti. Se si vivie in una grande città
      l’auto è inutilmente inutile: la generazione erasmus predilige
      l’utilizzo di mezzi di trasporto. Chi viaggi oramai ha capito che
      con uno zaino in spalla scopre di più un paese rispetto a girarlo
      in macchina. Con gli amici davanti ad una birra l’argomento
      automobile non viene proprio più toccato, caso mai lo scuterone per
      chi vuole la “comodità”, molti hanno iniziato ad utilizzare la bici
      (non siamo hipster). Questo per dire che le nuove generazioni
      all’auto ci stanno pensando sempre di meno e infatti le case
      automobilistiche corrono ai ripari aggiungendo vari amenicoli che
      attirano solamente i bimbiminkia.

      • Chi vive in certe città posso capire che quasi non guardi
        più all’automobile. Dovessi guidare tutti i giorni per ore in coda
        in tangenziale a Milano credo proprio che sarei di quelli che
        scapperebbe a gambe levate in un eremo senza auto. Fortunatamente
        io, dell’auto, posso ancora godere di tutte le qualità dinamiche,
        ed anche per questo la mia passione per i cavalli e la dinamicità
        non cala. Forse i ragazzi erasmus sono più portati a viaggiare
        zaino in spalla. Molti altri, invece, non potrebbero viaggiare
        senza il tablet e senza postare tutti i giorni qualche foto su
        facebook. Non condanno nulla di quello di cui stiamo parlando. E’
        l’uso smodato quello che condanno. Anche io sono su facebook, anche
        io adoro i touchscreen ed anche io ho una smartphone 4,3″ con tutte
        le funzioni di questo mondo. Mi piacerebbe avere il controllo delle
        funzioni dell’auto da touchscreen perchè lo reputo rapido ed
        intuitivo. Ho 32 anni. Ma quando guido non me ne frega nulla di
        chattare su FB. La nuova frontiera quale sarà? Si chatterà su FB
        anche quando si giace nel letto o sul divano con una ragazza
        svestita? Vedo mia cugina di 16 anni che ha sempre il telefono in
        mano. Passeggia e chatta, parla e chatta, guarda un film in tv e
        chatta. Questo è quanto non condivido. Essere collegati al mondo
        tramite uno strumento multimediale…. e non con il cervello ed il
        proprio corpo.

      • Caro Nascar: benvenuto tra noi anziani! Ma non
        preoccuparti. Sapessi quant’è bella l’età adulta: qui ci si
        emoziona ancora! Proprio vero che il mondo s’è capovolto: i vecchi
        sognano, i giovani brontolano. Francesco

        • Grande Francesco. “I vecchi sognano ed i giovani
          brontolano”. Questa è fantastica!!!! Fantastica quanto triste
          realtà. Io questi ragazzini non li vedo più meravigliarsi o
          sognare… adesso è tutto digitalizzato, pure i loro
          pensieri.

          • Direi che la stragrande maggioranza dei giovani se ne frega
            dell’auto, a parte le ovvie rimostranze sui costi (assicurazione,
            benzina ecc.). E’ qualcosa che non provoca loro particolari
            emozioni, se si esclude forse la soddisfazione per il conseguimento
            della patente. Non si interessano di cv o di km/h, al limite di
            qualche dettaglio estetico. A 34 anni, mi accorgo di essere molto
            sorpassato. La mia passione resiste, pur con mille limitazioni (e
            continuo a trovare impagabile girare da turista il centro Italia in
            auto). Ma che sarà poi delle future auto d’epoca fra alcuni anni, e
            di quelle che già lo sono? Non vedo affatto l’interesse verso le
            bellissime, superate, talvolta inaffidabili ma affascinanti vetture
            di un tempo. Avremo gente che non ha la più pallida idea delle
            Montreal, Countach, Montecarlo, ma anche le prime M3 e via
            dicendo…

    • Mi spiace ma state generalizzando. Anche io dovrei essere
      uno di quei ragazzi/bimbi-minchia (ho quasi vent’anni) che vede la
      macchina come un tablet dotato di ruote, ma non è così. Mi piace
      guidare, cerco sempre una scusa per prendere la macchina. Vedo
      l’auto come un gioco, ma non digitale bensì meccanico: a partire
      dal numero di cilindri fino ad arrivare al tipo di sospensioni che
      monta. Sono felice ogni volta che mi siedo dietro un volante e mi
      scappa sempre un sorriso per una curva ben impostata. Tornando
      all’argomento del topic, a mio parere, un’auto è “digitale” quando
      non ti fa più sentire parte di lei perchè non ti trasmette quello
      che stanno facendo le ruote, in quanto tutto è controllato
      dall’elettronica in modo troppo restrittivo quasi come se vi fosse
      un deficente al volante. Del resto la direzione purtroppo è questa:
      un’ auto sempre più digitale che guiderà da sola perchè gli
      appassionati sono sempre meno e la maggir parte della gente vede
      l’auto come una cosa che su muove. questo e’ sicuramente vero
      quando più della metà dei proprietari di bmw serie 1 sono convinti
      che la loro auto sia a trazione anteriore.

  6. Credo che sia opportuno anche fare un altro distinguo: c’è digitale e digitale.
    Il digitale inteso come elettronica che da una mano al guidatore e all’auto, quindi iniezione invece di carburatori, servosterzi di ogni genere (ma soprattutto elettrici, che “consumano” meno), centraline elettroniche e aiuti alla guida…
    Poi c’è il digitale “entertainment”, d’intrattenimento; volto a vivere meglio l’auto attraverso connettività wi-fi, bluetooth, radio di ultima generazione, navigatori che ti dicono tutto e niente.

    Nel primo caso reputo si possa dire che è un digitale che implementa la funzionalità analogica dell’auto, lasciandone fondamentalmente inalterate le caratteristiche di base; fino al punto in cui non si vanno a creare sistemi elettronici che tendono a sostituire il guidatore, ecco, in questo caso penso che si cada nel vero digitale, come inteso nel post, però è anche vero che, rimanendo a quello che ho detto prima, questi tipi di sistemi servono per migliorare la vivibilità dell’auto, e quindi rientrano nella seconda categoria…
    Penso quindi, che si possa parlare di analogico “ibrido” in tutti quei casi in cui l’elettronica presente nell’auto è votata nell’aiutare semplicemente chi guida, e basta (l’esp non può far niente da solo, come l’abs, il controllo di trazione, ecc…).

    Altro discorso è per il digitale puro, da smartphone, per me abbastanza inutile e nocivo nelle auto, di conseguenza, vedendo tali aggeggi come un “nulla di buono” non mi esprimo in materia, perché proprio non mi piacciono…

  7. A dire il vero io e mio padre, che fra non molto dovrà cambiare l’auto, non siamo propriamente a nostro agio. Non che manchino le auto, ma per trovare qualcosa di semplice ormai bisogna rivolgersi alla Dacia. Ad entrambi frega nulla di monitor, touch screen e balle varie, anche se se la possibilità di connettersi potrebbe essere utile in determinate circostanze. Non certo quando si guida…Leggo delle novità made in Usa, della possibilità futura di lasciar guidare l’auto nelle situazioni di coda e sino a 60 orari: resto del parere che debba essere l’uomo, possibilmente sobrio e con buon senso, a condurre l’auto in tutto e per tutto. Avranno pensato sicuramente a eventuali sistemi di sicurezza affinchè gli automatismi totali non vadano nel pallone, ma tant’è.
    Se dovessi citare un primo spartiacque di questa tendenza, direi i casi delle classe C del 2000 e della Mazda 5 di qualche anno dopo, i cui assetti non erano certo ottimali e sui quali metteva una pezza l’ESP, dispositivo fondamentale ma che dovrebbe essere l’onnipresente ciliegina sulla torta di un buon telaio/assetto di base e non l’ancora di salvezza di una progettazione non accurata. L’altro, più clamoroso, epocale direi, è dato dal fatto che molta gente ormai non chiede più quanti cv ha l’auto e quanto fa, ma si cura di quel che c’è sulla plancia. Io resto della vecchia scuola, pronto ad accogliere qualche innovazione davvero utile e non frivola.
    Ovviamente concordo con Nascar sui bimbiminchia, ma anche sugli adulti che si comportano come tali. Ed anche sui supertecnologici che, convinti che la loro auto accenda automaticamente i fari, vanno in giro con le luci diurne di notte (solo anteriori), pronti per essere tamponati. Ce ne sono. Mine vaganti.

  8. La digitalizzazione dell’Automobile é cominciata in scala
    larga negli anni 80. Personalmente il ricordo che piú allaccio a
    questo inizio di passaggio, é la chiusura centralizzata [pneumatica
    quella della W123 a quella] elettrica della Regata. Poi la sigla
    Turbo i.e. della Uno, quindi la gestione elettronica dell’
    iniezione [Bosch K-Jetronik]. Oggi questo passaggio é probabilmente
    piú legato ad accesso internet e simili, che alcuni reputano
    sciocchi. Ovviamente vi é un utilizzo piú nobile della
    digitalizzazione: ABS, Airbag, ecc… La parte che sinceramente
    temo? Il drivebywire. Per me é giá tanto il servosterzo elettrico,
    figurarsi tutto lo sterzo poi…

  9. Carissimo Carlo, ho letto e riletto i commenti degli amici
    piu’ su, ho pensato e ripensato a tutti gli step di
    “digitalizzazione” dell’automobile (perche’ si, sono stati tanti)
    senza riuscire a trovare un passaggio piu’ importante degli altri.
    Le centraline elettroniche al posto dei carburatori, l’ABS al posto
    della sensibilita’ del piede, l’ESP al posto della capacita’ di
    fare correttamente una curva e di gestire le sbandate col pedale,
    il navigatore in auto al posto delle care vecchie cartine, il
    bluetooth che ha integrato il telefonino in auto togliendocelo
    (meno male…) dalle mani, l’integrazione coi social network dalla
    plancia, il “drive by wire” che ha tolto di mezzo il caro comando
    meccanico… nulla che fosse piu’ o meno importante ed epocale
    degli altri. Ma poi… poi la risposta e’ arrivata… cosi’, da
    se’, guardando una pubblicita’: la pubblicita’ dell’auto che si
    parcheggia da sola. Ecco lo spartiacque, ecco la svolta, ecco il
    definitivo passaggio che mai avrei voluto vedere e che mai
    accettero’: l’auto che guida al posto mio. Ci fu un articolo sulla
    nostra amata rivista, tempo fa, in cui si parlava dell’auto del
    futuro. Veniva rappresentata come una specie di salottino
    monolocale, a forma di vagoncino del treno, in cui le persone
    stavano comodamente sedute chattando, lavorando, o semplicemente
    guardando il panorama, mentre il mezzo (che mi viene difficile
    chiamare auto, perdonami), li conduce dove desiderano,
    semplicemente con un comando vocale. Quale e’, quindi, il passaggio
    fondamentale? Quello che dovra’ ancora arrivare, e che in cuor mio
    spero sia tanto in la’ con gli anni da impedirmi di vederlo ma,
    soprattutto, di viverlo. Perche’ quando mi siedero’ nell’abitacolo
    di un auto e la stessa auto fara’ tutto da sola allora vorra’ dire
    che sara’ definitivamente finita l’era analogica, ed io mi faro’
    volentieri da parte. Saluti.

  10. Sono un collezionista di auto d’epoca e come tutti voi
    guido anche auto moderne. Perciò mixandole tutti i giorni questo
    tema mi ha colpito molto. Le differenze più significative secondo
    me sono legate all’ESP e suoi derivati (inclusi i più moderni
    sistemi di frenata) e ai fari allo xeno intelligenti. Il sistema di
    iniezione, il cambio, il motore, le prestazioni in generale infatti
    a mio parere non hanno subito grossi progressi: ho guidato e guido
    tuttora auto di 40 e più anni a carburatori di cui sostanzialmente
    non si avverte la presenza rispetto a un iniezione elettronica,
    cambi automatici dolcissimi e pronti nello sfruttare la coppia
    motrice, motori con più di 300 cavalli che regalavano prestazioni
    adeguate già negli anni ’60. Quello che è il vero spartiacque tra
    analogico e digitale è la sicurezza: esp, ma anche maggiore cura
    costruttiva del telaio, e soprattutto maggiore potenza frenante. La
    mia Mercedes Benz del 2011 monta di serie l’ILS ed è davvero
    fantastico: guidare di notte in un percorso tortuoso è appagante,
    con il fascio luminoso chiaro e cristallino che pennella le curve.
    Navigatori e infotainment sono sì importanti, ma oramai possono
    essere disgiunti dall’auto in sè, poichè disponibili su qualsiasi
    smatphone e quindi applicabili a qualunque auto analogica. Il car
    sharing invece è altro: non riguarda l’automobile in sè ma la forma
    di utilizzo dell’auto, che paradossalmente potrebbe pure essere
    analogica: un car sharing di auto anche analogiche…

    • Il progresso enorme tra un’auto degli anni ’60 e un’auto di
      oggi, grazie alla “digitalizzazione”, riguarda, oltre alla
      sicurezza, il grado d’inquinamento incomparabilmente inferiore
      dell’auto odierna, che rende di colpo improponibile qualsiasi serio
      confronto tra le medesime… Cordialmente Salvatore

      • Certamente salvo127. Ma è anche vero che l’auto d’epoca è
        un oggetto di nicchia, anche perchè i costi di acquisto,
        manutenzione e rimessaggio sono inaccessibili ai più. Dunque
        l’inquinamento passa in secondo piano, anche perchè per il 99% dei
        miei spostamenti sono effettuati con la mia moderna auto Euro 5…
        che tuttavia tra dieci anni sarà obsoleta così come la totalità
        delle auto di oggi. Pensaci: anche la più performante delle auto
        ibride di oggi tra qualche decennio sarà vista come obsoleta e
        inquinante. Dunque non reputo che l’attuale livello di normative
        sulle emissioni inquinanti sia il vero salto verso il digitale di
        cui stiamo parlando. Semmai lo sarà il passaggio definitivo
        all’elettrico di tutta la produzione mondiale… se mai avverrà. Ma
        a quel punto si porrà il problema di come e da dove ricavare
        l’energia elettrica per muovere 1 miliardo di autoveicoli, dal
        momento che le centrali nucleari sono in fase di smantellamento
        pressochè ovunque. Non vorrei ci fosse un proliferare di centrali a
        carbone…

        • Mi dispiace, ma fra 10 anni le macchine si sostituiscono ed
          intanto mi fa piacere sapere che in 10 anni la mia Euro 4, 5 o 6 ha
          inquinato oltre il 90% in meno di una Euro 0 ante anni ’90…La
          digitalizzazione ha permesso un abbattimento drastico delle
          emissioni inquinanti: dovresti leggere di più 4R e sapere che una
          vettura degli anni ’60 emette emissioni inquinanti quanto più di 90
          vetture odierne. Quindi il mettere al bando dai centri storici
          queste auto è più che legittimo… Cordialmente Salvatore

          • Caro Salvo, Lei sbaglia: non spetta al buon cuore del
            singolo cittadino occuparsi dell’ambiente ma alle pubbliche
            amministrazioni. Non sono io che devo preoccuparmi di inquinare di
            meno, ma è il mio comune che mi deve mettere nelle condizioni di
            farlo. Io ho la doppia cittadinanza americana e italiana. In
            California, dove per altro risiedo, sono stati fatti passi enormi
            per ridurre l’inquinamento, molto più che in Italia. E soprattutto
            sono fatti concreti, come l’enorme diffusione delle colonnine per
            ricaricare le auto elettriche, realmente molto diffuse. Ma non si
            applicano balzelli e proibizionismo sulle auto già circolanti,
            bensì solo su quelle di nuova produzione. In California le auto
            storiche sono tutelate dalla legge e possono circolare ovunque e
            sempre. Per altro negli Stati Uniti ci sono ancora molte auto
            ultraventennali in giro(ma trascurabili rispetto alla totalità del
            parco circolante), poiché a differenza delle piccole auto europee
            quelle auto erano costruite per essere affidabili e durare a lungo.
            Non è insolito trovare Chevrolet, Lincoln o Cadillac degli anni ’70
            ancora perfettamente conservate e funzionanti per via dei loro
            enormi motori sottoposti a minime sollecitazioni (anche per via
            dello stile di guida molto più blando rispetto all’Italia e alle
            condizioni delle strade molto migliori, inoltre è indubbio che un
            V8 7,5 litri aspirato abbia attriti sensibilmente minori rispetto a
            un 1,5 litri 4 cilindri, magari pure turbocompresso). Nessuno qui
            si sogna di rottamarle o di limitarne la circolazione: tanto sono
            poche e in via d’estinzione. Anzi, vengono appunto tutelate dalla
            targa “antique” o “historic” che consente di accedere a diverse
            agevolazioni. Inoltre limitarne l’uso andrebbe a penalizzare le
            classi meno benestanti che non possono permettersi di cambiare
            l’auto spesso: del resto a che pro cambiare un’auto di dieci anni
            con 100.000 kilometri quando ne può fare almeno altrettanti? Giusto
            dunque limitare sempre più le emissioni sulle nuove
            immatricolazioni facendone ricadere i costi sulle Case
            Automobilistiche, e non sui clienti. Poi, se proprio uno vuole
            sentirsi ecologico, prenda i mezzi che ormai sono capillari in
            tutte le grandi città o si installi i pannelli solari sul tetto. Ma
            guai a minare la libertà altrui, perchè un giorno qualcuno potrebbe
            voler minare la Sua di libertà, caro Salvo.

          • Non sbaglio affatto, caro Pillarless, che mi ricorda un
            altro frequentatore di questo blog che portava avanti le stesse
            idee e con il quale ho polemizzato in passato…Il concetto di
            libertà non è assoluto, ma deve essere compatibile con altri valori
            costituzionalmente garantiti. L’art. 32 della Costituzione tutela
            il diritto alla salute come “fondamentale diritto dell’individuo e
            interesse della collettività” e pertanto è più che lecito limitare
            la libertà altrui quando attenta alla salute dei cittadini.
            Giustamente tutti i Comuni italiani impongono divieti di
            circolazione alle auto non catalizzate (tutte quelle anteriori al
            ’92) e, pian piano, col passare degli anni, estendono il divieto a
            quelle un po’ meno inquinanti. Ed è giustissimo e ciò avverrà
            sempre più, proprio perché in Italia la salute dei cittadini è
            considerata un bene irrinunciabile. Il caso ILVA è emblematico: la
            libertà di lavorare va riconosciuta, ma sempre che non danneggi il
            diritto alla salute, che è più importante del diritto al lavoro.
            Ciò che avviene negli USA non mi interessa affatto; io mi riconosco
            con le leggi e con i provvedimenti amministrativi adottati nel mio
            Stato. La libertà va “controllata”, perché sennò non siamo in
            presenza di libertà civile, ma nel suo esatto contrario e cioè “il
            diritto di fare quello che ci pare e piace”, che è spesso un
            attentato alla libertà altrui. Io osservo le leggi del mio Stato e
            non ho da temere infuturo per la mia libertà, non se ne preoccupi
            minimamente! Cordialmente Salvatore

          • Mi trovo in perfetto accordo con Pillarless. Gli USA, pur
            coi i lati negativi di qualsiasi nazione, hanno avuto il merito di
            approvare il primo Air Pollution Control Act nel ’55 (riguardante
            le emissioni in atmosfera in genere), cui è seguito il Clean Air
            Act del ’63, fino a giungere alla sua stesura del ’70 e successivi
            emendamenti del ’77 e del ’90. Ebbene, proprio il CAA del ’70 ha
            portato all’introduzione dei catalizzatori sulle auto, da noi
            introdotti solo vent’anni dopo e con forti resistenze da parte, in
            particolare, dell’industria automobilistica italiana e francese, in
            palese ritardo tecnologico rispetto alla Germania, nazione da
            sempre più attenta alla salvaguardia dell’ambiente. Quanto ai
            comuni italiani, la caratura delle cui municipalità si misura in
            semafori, autovelox e regolette varie, di obblighi alle emissioni
            se ne affiggono pure nei vespasiani, e intanto le mafie interrano
            in discariche abusive e in cantieri vari ogni sorta di rifiuti
            speciali. Quanto all’ILVA, il fatto che ce ne si sia accorti
            praticamente l’altro ieri… Pillarless è probabilmente
            appassionato di muscle car anni ’70, già catalizzate quindi. Per
            giunta negli USA è possibile il resto mod, che consente di
            apportare una grande quantità di modifiche, compreso
            l’aggiornamento/sostituzione di motore e relativi dispositivi
            anti-inquinamento, su auto che da noi sono considerate solo
            storiche e che si vedono solo in occasione di raduni, ma che negli
            USA vengono utilizzate anche quotidianamente. Girano ancora, ad
            esempio, BMW 2002, Mercedes SEC, Fiat 124 Spider America, Alfa
            Milano… giusto per far riferimento a vetture note in Italia; tutte
            catalizzate. Se non fossimo un paese in cui il bizantinismo
            pachidermico ci schiaccia, limitando “pesantemente” la nostra
            libertà, potremmo, tra l’altro, guidare auto anni ’70/’80 che,
            restaurate e/o aggiornate senza il vincolo di leggi ottuse e
            penitenziali, potrebbero essere ancora attuali, per la gioia di
            appassionati e non. Digitalità, intesa come analogicità burocratica
            da eliminare, vero cancro del nostro sistema, fa quindi anche rima
            con libertà.

          • Mah, Salvo, leggendola lei mi pare un talebano. In tutto il
            pianeta Terra, tranne che in Italia, le automobili storiche sono
            tutelate e possono liberamente circolare anche nei centri storici,
            magari pagando un ticket come per esempio a Londra. Del resto a
            Milano pagano pure le Euro6 per accedere in zona Area C. Solo in
            Italia amiamo distinguerci. E del resto non siamo nemmeno uniformi
            e coerenti: in alcune città si può, in altre no, il giovedì fino a
            una certa ora, il mercoledì fino a un’altra ora, il sabato sì,
            certe domeniche no… C’è da uscirne pazzi. Ribadisco: non è il
            singolo cittadino che deve preoccuparsi della salute pubblica, ma
            lo Stato. Lei evidentemente ce l’ha contro le auto d’epoca che
            probabilmente devono sparire dalla faccia della terra, ma immagino
            che non viva in una casa bio, ricoperta di pannelli solari e
            immagino ulteriormente che Lei non cambi la macchina ogni mese non
            appena ne esce una nuova un po’ più ecologica di tutte le altre.
            Poi si accanisce contro le auto d’epoca come se se ne vedessero in
            giro a milioni, quando se ne incontra si e no una ogni diecimila
            auto circolanti. Si preoccupa delle irrisorie emissioni di una
            singola auto d’epoca e non di uno qualsiasi della pressochè
            totalità dei mezzi pubblici circolanti, per non parlare di camion e
            furgoni, che inquinano -quelli sì- in maniera spropositata.
            Difendiamo e valorizziamo le auto d’epoca, patrimonio culturale
            importante per chiunque abbia a cuore l’automobile. Grottesco che
            proprio su Quattroruote si debbano leggere prese di posizione come
            le sue…

          • Eh, ha veramente ragione: sono proprio un talebano… Ma mi
            spiega dove ha letto in un mio intervento precedente che io ce l’ho
            “contro le auto d’epoca che probabilmente devono scomparire dalla
            faccia della terra”? RingraziandoLa anticipatamente e salutandoLa
            cordialmente Salvatore

          • la passione dell’auto è come tutte le altre passioni: non
            hanno molto di razionale. le auto attuali sono sicuramente più
            sicure e inquinano meno ma…. tolta la vettura aziendale (euro 5)
            il mio parco è BMW M5 3.6 ’89 6 in linea Grand Cherokee 5,2 ’94 V8
            RO80 ’72 1,0 Wankel Birotore (…. tra poco festeggio i 10.000 cc -
            “no replacement for displacement”)

          • «Grottesco che proprio su Quattroruote si debbano leggere
            prese di posizione come le sue…» [cfr Pillarless] Frasi di questo
            tipo pongono in evidenza: – come ci siano tante, forse troppe,
            persone incapaci di andar oltre, con occhi mente e cuore, il
            proprio ristretto orticello di provinciale borghesuccio piccolo
            piccolo. – che ci siano tante, forse troppe, persone incapaci di
            appassionarsi all’automobile, di questa non sapendo cogliere la
            meravigliosa essenza illuminante. – come ci siano tesante, forse
            troppe, persone che guardano all’automobile unicamente come oggetto
            di immagine e di potere, estensione del portafogli e non del cuore,
            simbolo di ricchezza e non di passione. Si consiglia un abbonamento
            a “Mani di fata”. Tanto per allargare gli orizzonti culturali e
            allenare il cervello. Francesco

          • @francy6708 Mi scusi, ma Lei chi è? Come si permette di
            darmi del piccolo borghesuccio provinciale? Di stabilire che guardo
            all’automobile “unicamente come oggetto di immagine e di potere,
            estensione del portafogli e non del cuore, simbolo di ricchezza e
            non di passione” ? Guardi risparmi ad altri le sue farneticazioni
            di cui è già fin troppo intasato questo blog. Tra l’altro Le
            comunico che ormai salto a pié pari quel che scrive: lo trovo di
            una noia mortale oltre che sconclusionato e soprattutto trito,
            ritrito e privo di spunti di riflessione. Non le piace quello che
            ho scritto? Benissimo, salti a pié pari anche Lei oppure argomenti
            in maniera intelligente e pertinente. I pregiudizi e le mani di
            fata lasciamoli alle scuole medie, per favore.

          • Caro Pillarless, quel che Lei scrive non fa che rimarcar
            ciò che già aveva evidenziato sentenziando su Salvo127: non sono,
            certamente, io a permettermi alcunché; quanto, ben più
            semplicemente, Lei che suggerisce di sé fornendo, attraverso il Suo
            scrivere, mirabile ritratto di piccolezza sconcertante e, perfino,
            grottesca. Salti pure: ne ha – ci mancherebbe – piena facoltà e
            diritto. Diritto di scegliere: come, in questo caso, di rinunciare
            ad apprendere, a crescere culturalmente, ad ampliar orizzonti
            mentali e cognitivi, migliorare il sapere specificamente
            automobilistico quanto, più ampiamente, generale. A cominciare dal
            rifiutare, scioccamente, di riflettere sulle preziose parole di
            Salvo127 che, sicuramente, civilmente ha «diritto di cittadinanza»,
            per usar felice metafora dello stesso nostro Salvatore, tra le
            pagine virtuali del web di “Quattroruote”, persino più – se
            possibile – di tanti altri tra noi: se non altro, poiché già
            bastevole è, per la passione e la cultura automobilistica che le
            sue parole suggeriscono, ispirano, insegnano, trasmettono. Passione
            ad ampio e infinito spettro, non stupidamente manichea: qui la
            differenza tra l’essere cosmopolita e provinciale. Anche in campo
            “puramente” automobilistico. Che altro scriverLe? La stupirò: il
            Suo rifiuto a legger quel che io scrivo – faticosamente
            arrangiandomi tra il mio debole italiano, la mia scarsa capacità di
            comunicare e la difficoltà derivata dalla poca dimestichezza a
            scrivere, consapevole del mio essere ignorante – mi intristisce. Da
            parte mia: leggerò sempre insaziabile quel che Lei vorrà
            trasmetterci scrivendo, così come riservo uguale “attenzione” ai
            commenti di tutti i nostri amici. Diversamente da Lei, caro
            Pillarless, io non sono nato imparato e ho ancora tanto, ma tanto,
            ma tanto da apprendere. Soprattutto da Lei. Francesco

          • @ Pillarless Vedo che Lei sfugge al mio tentativo di
            dialogare “filosoficamente” sul concetto di libertà… Secondo Lei,
            il vietare la vendita di armi a chicchessia ed imporre una
            disciplina che limiti la libertà ponendo come requisito il
            conseguimento del porto d’armi, come per poter uscire liberamente
            dal territorio nazionale per accedere ad uno Stato extra-Ue occorre
            il passaporto, vuol dire che siamo talebani? Bene fanno i Comuni a
            limitare la circolazione delle auto più inquinanti: l’ho detto e lo
            ripeto e, come giustamente Francy ha rilevato, credo di avere più
            passione io per le auto d’epoca, anche se non le guido, che Lei…
            Attendo una risposta, da un filosofo della libertà come Lei crede
            di essere… Cordialmente Salvatore

          • @Salvo127 Guardi Salvo, continui pure a pensare quello che
            le pare. I fatti dicono che solo in Italia le auto d’epoca
            (d’epoca, iscritte ai registri storici si intende, non comuni auto
            vecchie usate quotidianamente) non possono circolare. In tutto il
            resto del mondo no. Mi creda, mi sposto davvero frequentemente in
            tutto il pianeta per lavoro. Ciò è semplicemente grottesco. Ed
            ancor più grottesco che Lei elevi a modello civile e burocratico
            proprio il nostro Paese. Io e la mia famiglia per fortuna da sempre
            viviamo in California e in Italia ci veniamo solo da turisti, ma
            ogni volta mi piange il cuore. Pensi che io e mio padre con grandi
            sacrifici un anno fa abbiamo portato via dall’Italia una splendida
            Miura, di cui il proprietario si è dovuto disfare proprio perchè
            non riusciva più ad usarla a causa dei continui blocchi (e del
            redditometro sempre più invadente). Ora la Miura è a casa mia a San
            Diego, ci giriamo quando ci pare, senza consultare orologio e
            calendario, ed è in buona compagnia di un nutrito gruppo di auto
            d’epoca. Il tutto in una zona splendida, con un clima e una natura
            meravigliosi, in un contesto dove l’ambiente e l’ecologia sono
            davvero tutelati (dovrebbe vedere quante colonnine per le auto
            elettriche ci sono, e quante di queste siano effettivamente nelle
            mani dei privati). Altro che bloccare le auto storiche e poi far
            girare i mezzi pubblici a diesel euro 3 come avviene in Lombardia,
            o euro Zero come invece avviene in molte zone d’Italia. Lo Stato
            della California è molto, ma molto più all’avanguardia dell’Italia
            e del resto del mondo nella tutela dell’ambiente: tutti i movimenti
            ecologisti sono nati qui. Ma la politica da sempre perseguita è
            quella dell’innovazione e della sostituzione: tutti i prodotti
            nuovi di qualsiasi tipo vengono man mano aggiornati per essere
            sempre più “puliti”, obbligando tramite severe leggi le case
            costruttrici ad adeguarsi a standard sempre più elevati. Il tutto
            senza obbligare il privato cittadino ad inseguire standard
            oggettivamente onerosi per le masse, ma molto più semplicemente
            lasciando che sia il mercato stesso a generare il fenomeno di
            sostituzione. Vogliamo parlare di chi a Milano ha comprato una Euro
            5 perchè con Ecopass non pagava l’accesso al centro e poi con Area
            C si è ritrovato a pagare come uno che si è tenuto la sua Euro 2?
            Vivo in California, ma il Corriere della Sera lo si legge anche
            qui… Per quanto riguarda Francy, non merita nemmeno una risposta.
            Mai letta tanta pomposità, piccineria e maleducazione unita a
            spocchiosa arroganza in un solo scritto.

          • Leggo con orgoglio le parole che chiudono l’intervento
            dell’amico Pillarless. Davvero ne vado fiero: considerando la
            mancanza di cultura e la volgarità con cui esse sono stare
            scarabocchiate, è ineluttabile come vadano lette. Una volta
            tradotte. Solamente, quindi, dopo aver traslato il negativo su
            adeguato supporto di alogenuro d’argento: restituendo chiarezza
            alle luci, opacità alle ombre, contrasto al profilo. D’altra
            parte… Francesco

          • @Pillarless Giusto per battere sui tasti che meno ti
            piacciono ora mi esibirò in una farneticazione analogico-digitale
            di cui se non ricordo male questo blog è fin troppo pieno, in
            un’autentica, illeggibile sbrodolata senza capo né coda, degna d’un
            adolescente doc, che se non albergasse ancora in me, con le
            preoccupazioni e le responsabilità che tutti in questo circuito
            virtuale hanno, sarei diventato qualcosa che nemmeno oso
            immaginare. Al sugo, quindi (ti consiglio di non leggere le
            parentesi; sono d’una molestia totale). Se, poniamo, entrasse un
            mio “coetaneo” in una sala giochi (questo circuito virtuale
            appunto) e, per il fatto che un videogame (metaforicamente inteso e
            con tutto il rispetto, giacché Francesco è analogico e non un gioco
            digitale) gli ha sputato in faccia un gettone (può dar fastidio, ma
            del resto capita, è già capitato, pure a me, e sinceramente spero
            continui a capitare perché è il bello della libertà di scrivere,
            senza dover rendere conto a nessuno, senza dover accettare
            l’opinione di nessuno, senza dover blandire nessuno, potendo
            perfino sbertucciare qualcuno, visto che mica si può entrare in un
            circuito con la macchina leccata e con la garanzia di uscirne nelle
            stesse identiche condizioni), si mette a dire che quel videogame fa
            schifo, che non ci giocherà più, che l’intera sala giochi fa
            schifo, salvo poi cominciare a tirar analogici calci alla console
            digitale, ecco, io come minimo (non c’è ancora un punto,
            attenzione, e forse non ce ne metto uno ancora per un bel po’) lo
            prendo, magari insieme ad un amico (dipende dalla stazza, ma di
            solito me la cavo da solo), lo alzo delicatamente per la collottola
            e lo allontano dal gioco, perché si dà il caso che a me quel gioco
            (sempre metaforicamente inteso, chiaro; una capricciosa al cinque!)
            piaccia, parecchio anche, e non sono il solo, anzi, spesso c’è la
            coda davanti a quella console, sullo schermo della quale scorre la
            scritta a fosfori verdi: call me names now, I don’t mind, I won’t
            pay you back in kind; please insert coin, go ahead (make my day te
            lo risparmio, ma il punto non ce lo metto; allora ‘sta
            capricciosa!)… mii che fame

          • @Pillarless: concordo in pieno… siamo un paese fatto
            così….male…. da noi si pensa che siano le leggi che devono
            governare l’umano vivere… ma quando ci sono non siamo in grado di
            farle rispettare…e pertanto poi ci si accanisce con leggi sempre
            più stringenti arrivando al ridicolo… chi non si ricorda la
            storia delle cinture di sicurezza….prima della patente a punti,
            sebbene già stra-obbligatorie, nessun vigile / poliziotto fermava
            chi non le aveva.. poi l’inasprimento con la patente a punti e
            allora tutti a caccia…. lo stesso il tasso alcoolemico…
            tolleranza zero …. ma perchè? lo 0,8 bastava, il problema è fare
            i controlli… (e non aggiungere pasticche…)… invece no…
            arriveremo con legge “stupida” a 0 come limite e inizieranno i
            controllo a tappeto… che paese triste… che sogno la Miura….
            se la goda…

          • @utcast: simpatica sbrodolata. Leggibile e godibilissima, a
            differenza delle farneticazioni buoniste e qualunquiste di altri
            talebani della semplicità e dell’understandment che scrivono qui
            dentro. La favola della volpe e dell’uva è sempre
            attuale…

          • @ Pillarless Ma Lei vuole parlare o no di libertà con me? O
            si vuol ritirare quatto quatto perché non sa cosa dire? Guardi, se
            non ha cultura filosofica, non gli voglio “tirar fuori” le
            argomentazioni di Jean-Jacques Rousseau sul concetto di “volontà
            generale” e sul rapporto tra essa e la libertà individuale… Lei
            fa confronti indebiti…Che ci interessa come funzionano le cose in
            California o in altri Stati diversi dall’Italia? Mi viene
            semplicemente da ridere! Sarebbe come paragonare Siena con Las
            Vegas…Per un ignorante è più bella la seconda, per un cultore
            dell’arte non c’è paragone su quale delle due città vada
            preferita…Ma la cosa che mi fa più pensare è l’accanimento che
            Lei ha con l’Italia, che è del tutto incomprensibile se Lei vive a
            Los Angeles o a San Francisco e viene in Italia semplicemente come
            turista. Sarebbe come se un cittadino americano (ma Lei ha la
            cittadinanza americana o vi risiede saltuariamente?) si lamentasse
            della mancanza di libertà nel nostro Paese in quei 15 giorni o in
            quel mese che viene a visitare il nostro Paese: non ci venga, se
            odia l’Italia! Che ci viene a fare? Per visitare le opere d’arte
            (cosa che è possibile fare solo CIRCOLANDO A PIEDI), oppure per
            farsi notare al volante di una delle tante bruttissime auto
            americane degli anni 50/60? Io credo che venga per il primo motivo:
            ergo nessun cittadino americano si lamenta della giustissima
            imposizione che i nostri Comuni attuano di divieto di circolazione
            con auto Euro 0 (storiche o meno, non cambia nulla…) all’interno
            dei centri storici… Se Lei vuole fumare in un locale chiuso
            accanto a me io la invito a uscire e tutte le sue farneticazioni
            sul diritto di libertà me le sbatto sotto i piedi…Vuole fumare?
            Esca dal locale! Vuole circolare con un’auto d’epoca? Esca dai
            nostri meravigliosi centri storici e vada pure ad insozzare in
            luoghi meno densamente abitati di questi ultimi… È chiaro il
            concetto? Cordialmente Salvatore

          • @Salvo127 L’unica cosa che è chiara qua dentro è il suo
            antiamericanismo volgare ed offensivo. Comunque, per risponderLe,
            ho la doppia cittadinanza: padre italiano, mamma americana. Nato in
            Italia, arrivato in America da bambino, di fatto mi sento un
            americano, anche se sono a tutti gli effetti anche un italiano, con
            diritto di voto e attento alle vicende del Bel Paese. Nessuno sta
            parlando qui di far circolare le automobili in piazza del Campo o
            di entrarci con una Cadillac di 6 metri, ma non vedo perchè
            dovrebbe essere proibita la circolazione di una Fiat 600 là dove
            comunque possono circolare le automobili. Qualsiasi turista ne
            gioirebbe alla visione. Poi, mi scusi, ma Lei continua ad essere
            talebano: nei centri storici non si deve inquinare e subito fuori
            si può? Cittadini di serie A e serie B? Sul fatto che poi Lei
            denigri le auto americane degli anni ’50/60 o Las Vegas stendo un
            velo pietoso. Evidentemente qui l’ignorante non sono io.

          • No, no! L’ignorante, nel senso di colui che ignora, non può
            che essere Lei, caro Wynn! Antiamericanismo? Dove? Quando? Lei ha
            manifestato invece un antiitalianismo volgarissimo e squallido, da
            persona incolta e irresponsabile…La salute in Italia è tutelata
            più che in America, non si preoccupi! Non abbiamo bisogno, qui in
            Italia, di megalomani ridicoli come Lei! Cordialmente
            Salvatore

          • Scusate, ma qua nessuno modera? Il sig. Salvatore mi da del
            megalomane ridicolo ignorante e squallido e viene pure pubblicato?
            E’ questo il rispetto che vige in questo blog? Complimenti. A me
            sembra che ci siano due attaccabrighe che impediscono di poter
            esporre le proprie idee con accuse fantasiose. E’ davvero
            inaccettabile. Poi che una ti dia del megalomane ridicolo e poi si
            firmi con “cordialmente” si commenta da solo…

          • Beh, ritengo siate grandi abbastanza da essere in grado di badare a voi stessi. Mica ci vuole la maestrina, no? ;-)

          • Ad ogni offesa che il signor Wynn avrà il coraggio di rivolgere al sottoscritto subirà da parte mia un’offesa di pari livello aggiuntiva degli interessi relativi. Per quanto mi riguarda non ho altro da aggiungere.
            Cordialmente
            Salvatore

          • Però così trasformiamo il blog in un asilo.

          • Hai perfettamente ragione, caro Di Giusto…Ma con certe persone si rischia veramente l’infantilizzazione degli interventi. D’altronde quando il bue dà del cornuto all’asino è detto tutto…Cercheremo di ignorare, per il bene del blog, ulteriori, infantili provocazioni, anche da parte di chi non si vergogna di cambiare nick-name per “rifarsi” una verginità di reputazione.
            Cordialmente
            Salvatore

  11. Per un automobilista che controlla l’auto con normale
    periodicità, analogico è alzare il cofano, levare l’astina, pulirla
    con lo straccio, ecc. salvo poi, a volte, trovare che tutto è a
    posto. Analogico è inginocchiarsi davanti a un compressore o a una
    colonnina del distributore, quando c’è ed è in condizioni decenti,
    svitare i tappi, ecc. salvo poi, a volte, trovare che tutto è a
    posto. Analogico è avere il dubbio che manchi l’olio, l’aria, ma
    anche l’acqua. Stesso discorso, quindi, per il liquido
    refrigerante: digitale sarebbe l’indicazione della sua temperatura,
    che oggi pare non vada più di “moda” pure su auto che si pagano
    profumatamente e, magia magia: l’indicazione del suo livello! Ora,
    il 1999 è passato da un pezzo, della base lunare Alpha nessuna
    traccia, però credo che l’elettronica e il digitale qualche
    progresso l’abbiano fatto. Esce uno smartphone ogni due mesi e in
    decenni non s’è riusciti a mettere sul cruscotto delle auto
    informazioni tanto importanti per il funzionamento e la sicurezza?
    Digitale sarebbe, invece, avere sul quadro strumenti l’indicazione
    dell’esatta pressione di ogni pneumatico (e non una funzione
    derivata dell’ESP che si basa rozzamente sulla circonferenza di
    rotolamento delle ruote), del livello dell’olio nella coppa, come
    succede per quello del carburante nel serbatoio, del livello del
    liquido nel circuito di raffreddamento. Chiaro, si parla di
    indicazioni da leggersi a freddo, ma almeno alla partenza si
    saprebbe esattamente quali sono i valori di pressione delle gomme,
    quanto lubrificante c’è, quanto refrigerante c’è, senza doversi
    affidare: nel primo caso ad un cicalino che serve giusto per
    segnalare sgonfiamenti “importanti” e senza indicare su quale ruota
    è il problema, nel secondo ad una spia che si accende solo quando
    nella coppa resta un budino alla liquirizia, nel terzo ad un’altra
    spia che si accende solo quando nel vaso d’espansione c’è ormai il
    vuoto spinto; e chissà poi come mai… Analogico è allora forse anche
    tutto il digitale che non serve, mentre digitale è tutto
    l’analogico che si potrebbe evitare e che sono decenni che non si
    fa niente per evitarlo; e chissà poi come mai… Io, producessi
    motori o pneumatici, non vorrei mai vedere questi dispositivi sulle
    auto; racconterei la favola che sarebbe troppo complicato, troppo
    costoso metterceli, anche come optional, mentre lo
    start&stop, che mi serve per i cicli d’omologazione e per
    far scassare un po’ ‘sti motori che durano troppo, questo
    fantomatico dispositivo che nessuno mi ha mai chiesto, troverei il
    modo di farlo volere, non solo, ma di farlo pure pagare come
    optional imposto; e chissà come mai… Ah, il consumo! Sì, ma poi chi
    lo calcola il punto di pareggio con le riparazioni? Ah,
    l’inquinamento! Si, ma un motore al minimo inquina meno d’un motore
    che continua ad accendersi e spegnersi, per non parlare
    dell’inquinamento acustico. Viva il digitale vero quindi!

  12. Per me la differenza più tangibile fra auto analogica e
    auto digitale è che una volta le officine erano dei luoghi lerci e
    polverosi e ammantati di grasso nero con una grossa buca al centro
    e una parete piena di attrezzi. Dentro c’era il titolare, lercio
    anche lui, con una salopette blu e i suoi figli o il garzone. Per
    fare l’anticipo mettevano la quarta e spingevano l’auto un po’
    avanti e un po’ indietro, con una chiave del 12 a serrare il
    ruttore nella posizione corretta. Oggi le officine sono delle
    specie di ospedali piastrellate di pulitissimo bianco, con un
    signore in camice bianco che ti aspetta in piedi accanto a un totem
    sormontato da un computer portatile. Per vedere come sta l’auto
    attaccano una grossa spinona piena di poli in un luogo che non
    sapevi nemmeno esistesse sulla tua macchina. Ecco come intendo io
    la differenza fra analogico e digitale nel mondo
    dell’auto.

  13. E’ fuori discussione che le automobili diventano sempre più
    digitali e mi chiedo se questo non porterà man mano alla estinzione
    delle auto d’epoca. Oggi le auto d’epoca sono prevalentemenet
    analogiche e soprattutto meccaniche. Domani come si farà a
    ripristinare una centralina obsoleta e introvabile o gli iniettori
    e i sensori con i quali deve dialogare? Un pezzo meccanico si può
    sempre ricostruire ma una elettronica obsoleta si potrà rifare ex
    novo? Il digitale non mi dispiace se mi fornisce dati precisi di
    ogni tipo però certe innovazioni (anche forse non digitali) come il
    freno a mano elettrico non le digerisco proprio. Ma se è
    elettrico/elettronico che freno a mano è?.. (se mentre lo aziono
    salta un elemento della batteria, come la mettiamo)? Salvo 127 ha
    toccato un’altra anomalia tipicamente italica, la mappatura della
    centralina motore. Se io pago la tassa di possesso in base alla
    potenza in Kw del mio motore, perchè si consente ad una officina,
    per quanto specializzata, di aumentarne la potenza e al
    proprietario dell’auto di continuare a pagare la stessa tassa di
    possesso’ D’altra parte in Italia non sarebbe possibile omologare
    la variazione di potenza e quindi si fa finta di non vedere, però
    qualora si verificasse un incidente, non si sa mai come andrebbe a
    finire….per questo non farò mai modificare la potenza della mia
    auto, voglio dormire sonni tranquilli e se desidero più potenza ci
    penso in fase di acquisto. Capisco la necessità di diminuire
    l’inquinamento atmosferico ma ciò non può avvenire con severità per
    le automobili e con entrambi gli occhi chiusi, per autobus urbani,
    furgoni, autocarri e d altro, comprese le navi nelle città con un
    porto di mare. In definitiva il digitale fa sorgere nuove
    problematiche aggravate dal pressapochismo tipicamente italiano e
    mi auguro che questa fase di transizione venga superata in modo
    logico, razionale e soprattutto equo. Per “Clacson 7″, la K
    jetronik della Bosch non era una iniezione elettronica ma
    completamente meccanica, nonostante il nome. L’ho avuta sulla mia
    Audi 80 GLE (1.6 cc/110 CV) e in 180.000 km non si è mai
    guastata…

  14. Premetto che , da tecnico , vivo l’ esperienza digitale da
    molto prima dell’avvento sulle auto di supporti “moderni”. Forse
    proprio in virtù di ciò , ho appena acquistato una vettura iscritta
    ASI del 1988 , priva di ogni tipo di dispositivo moderno. Ovvio che
    il fattore sicurezza mi lascia perplesso quando la guido , per il
    resto provo solo sensazioni di piacere unico , conscio del fatto
    che sia tutto in mano alle mie sole capacità e , con molta
    prudenza, mi diverto come solo un bambino può fare con solo i freni
    inibitori di un adulto. Nonostante questa premessa , la tecnologia
    e la modernità sono per me necessari , per affrontare nuove sfide
    sempre più stringenti dettate dalla necessità di creare modelli più
    sicuri ed efficienti , da un lato , ed attrarre più clienti
    possibile dall’altro. Mauro

  15. 1. Premessa: per le auto sono un analogico convinto,
    l’elettronica è un di più poco utile. 2. Premessa: Uso
    l’informatica per lavoro dal lontano 1973 ed ancora ci sono in
    mezzo, quindi non sono contrario. Un tempo riuscivo a mettere le
    mani dentro il cofano delle mie auto. Anzi spesso quando
    riscontravo delle cose che a mi parere non andavano mi mettevo al
    tavolo da disegno, e/o al pc e riprogettavo i vari componenti, fino
    ad ottenere i risultati cercati. Sulla 250 Se coupè modificai le
    tarature delle sospensioni per ridurre il coricamento laterale, il
    “serpeggio” e la tendenza ad abbassare il posteriore sotto carico,
    sul cambio quando lo rifeci (a 395 Mkm) sostituii i cuscinetti
    originali con altri di classe superiore ottenendo che a 600 m.km il
    cambio è ancora perfetto e perfettamente scorrevole e la tenuta di
    strada di molto superiore. Il meccanico, quello serio con officina
    attrezzata es. forni ed azoto liquido per montaggio dei cuscinetti,
    ecc, non ha più ragione d’essere, oggi ci si è ridotti alla mera
    sostituzione dei componenti, per cui fare 600.000 km con la stessa
    auto è un assurdo. Oggi non è più possibile le auto sono diventate
    oggetti di consumo come le lavatrici se si rompono si buttano. Su
    profilo della sicurezza credo che il cervello di chi guidi sia più
    importante di tutta l’elettronica. Che poi sulle mie auto moderne
    debba disinserire l’ESP in caso di scarsa aderenza, ovvero neve, è
    la dimostrazione che certe cose servono solo a vendere.

    • Condivido in toto. Ma aggiungerei anche che, nonostante le
      auto odierne siano diventate oggetti di consumo da sostituire
      quando si rompono – o meglio quando si guasta l’elettronica – il
      loro costo è rimasto uguale a quello delle auto analogiche, fatte
      le debite proporzioni.

    • In caso di scarsa aderenza fai bene a lasciarlo inserito
      l’ESP, il quale è un dispositivo utilissimo in tutte le
      situazioni…Forse intendevi l’ABS! Mi sa che i tuoi studi di
      ingegneria siano un po’ “arrugginiti”: vedi di aggiornarti, neh!
      Cordialmente Salvatore

      • Salvo127, sbagli. Per partire da fermo su neve, sulla mia
        Mercedes devo disattivare l’ESP – che include anche l’ASR -
        altrimenti la macchina non si muove di un millimetro. Non fa girare
        proprio le ruote perchè al minimo accenno di pattinamento
        l’elettronica blocca tutto. In realtà leggendo sul manuale di uso e
        manutenzione l’ESP non viene mai completamente inserito, così come
        l’ABS.

        • Se controllo elettronico della trazione e controllo
          elettronico della stabilità fanno parte dello stesso dispositivo,
          va bene…Sennò ne va mantenuto l’inserimento per ragioni di
          sicurezza. Spesso invece 4R consiglia, su alcune auto su cui ciò è
          possibile, disattivare l’ABS per frenare meglio sulla neve, perché
          il bloccaggio delle ruote crea una massa di neve davanti alle ruote
          che facilita l’arresto del veicolo. Cordialmente Salvatore

          • Non sono d’accordo sulla mia sw è consigliato in caso di
            neve di scollegare l’ESP, tanto che si accende la spia sul
            pulsante, Invece l’ABS non si può scollegare. Poi la sicurezza
            effettiva la dà chi guida non l’elettronica, sono il solito
            dinosauro, ma, come già detto vivo super cablato, anche durante le
            vacanze mi porto appresso 2 smart+1 tablet+1 portatile tutti
            connessi, però, l’affidabilità dell’elettronica, nel tempo, è
            ancora inferiore a quella meccanica. Faccio un esempio stupido, ho
            la sw con radio, bluethoot, usb, navigatore, telefono di bordo, il
            tutto interconnesso; ci sono solo alcuni piccoli problemini:1. li
            BT è “vecchio” ergo i miei smart non lo riconoscono e non si
            collegano, per cui dovrei tornare ad usare il vecchio smat palm
            treo di 4 anni fa, 2.il navigatore è vecchia maniera quindi scomodo
            da usare e con mappe ormai vecchie, l’aggiornamento annuale costa
            più di un navigatore portatile., il telefono di bordo è fuori
            produzione (l’auto non ha ancora 3 anni) quindi non più supportato.
            Risultato per gli smart uso l’auricolare, per navigatore un TOMTOM,
            ed il telefono di bordo è un bell’oggetto che fa tanta scena sul
            ponte tra i sedili. Ovviamente è uscita la nuova serie dell’auto
            per cui il mio modello è fuori produzione quindi non più supportato
            per l’elettronica. L’auto, purtroppo è di nota ed “affidabile” casa
            tedesca, non certamente low cost. Quindi mi ritrovo con un’auto
            iperaccessoriata, ma che devo usare come la C1 che non ha neanche
            gli alzacristalli elettrici, ma che ho pagato quasi 1/5 rispetto
            all’altra Questi problemi li ho riscontrati anche su auto di altri
            colleghi, una mia collega è rimasta bloccata durante le feste di
            natale a 500 km da casa in quanto l’aggiornamento sw
            dell’elettronica di bordo aveva un bugs, che gli ha bloccato
            l’auto, ed ha dovuto aspettare che l’officina della casa riaprisse
            per “aggiornare” l’aggiornamento sw, anche questa auto è di nota
            casa tedesca, anche questa una “premium” come alcuni del colleghi
            bloggers considerano questi marchi tedeschi. L’informatica cambia
            molto rapidamente, molto più rapidamente di quanto noi cambiamo
            auto. Tutte le varie novità di guida assistita di cui 4R ci
            aggiorna dipendono da protocolli di trasmissione che, purtroppo,
            cambiano rapidamente per cui basta poco per rendere obsoleto tutto.
            Ma le auto, mi ripeto, sono oggetti costosi che devono avere una
            durata ed affidabilità nel tempo ben superiore. L’informatica ha un
            ciclo di vita di 18 mesi, massimo 3 anni, l’auto ha un ciclo di 10
            anni se non di più, da ciò nascono i problemi. Altra avventura: per
            motivi di lavoro ho dovuto usare un’ “auto blu” con tanto di
            autista,( ogni tanto mi tocca se pur cerco di evitare come la
            peste, mi piace sentirmi libero) auto nuova e anche questa
            “premium, la centralina è stata sostituita 7 volte nel breve
            periodo di pochi mesi in cui ho svolto l’incarico, succedeva di
            tutto dalle luci che si accendevano o spegnevano da sole,
            alzacristalli che andavano da soli, ABS ESP ASR che davano i
            numeri, chiaramente in autostrada, ovvio il povero autista era un
            “tantiniello” esasperato ;) Quindi, come dice Pillares , l’auto si
            butta quando l’elettronica si guasta o diventa obsoleta, il che è
            un vero e proprio spreco. Per cui mi sono lasciato condizionare una
            volta e sono rimasto scottato, quindi mai più auto inzeppate di
            elettronica a costo di comprare auto cinesi, indiane, pakistane o
            fatte in Zimbawe, basta che siano meccaniche

          • Caro Eduardo.Ligotti, credo che a cose giuste da te dette si aggiungano cose un tantino scorrette. Che l’elettronica applicata all’auto dal punto di vista della connessione a Internet, sistemi di navigazione Gps, sistemi vocali ecc. si sia un po’ troppo diffusa e possa comportare malfunzionamenti è sicuramente vero. Che tu però aggiunga l’ABS, l’ESP e l’ASR a tutto ciò mi lascia alquanto perplesso. La sicurezza è migliorata molto con l’elettronica applicata alle automobili e difendere ancora il “primato” della meccanica sull’ “elettronica”, come se fossero due campi separati, in netta antitesi, da scegliere in alternativa, per stabilire quale auto sia la migliore rivela una forte ingenuità da parte tua. Mi dispiace ma non sono assolutamente d’accordo.
            Per quanto riguarda l’ESP sulla neve, vorrei chiederti: con quale motivazione il manuale di uso e manutenzione della tua auto consiglia l’esclusione dell’ESP?
            Non è per caso che, come giustamente (diamo a Cesare quello che è di Cesare!) sottolineava Wynn (pardon, Pillarless…), il manuale di uso e manutenzione si riferisca all’esclusione dell’ASR per facilitare la partenza sulla neve e quest’ultimo è inglobato (come spesso avviene nelle auto di un certo livello) nello stesso ESP?
            Cordialmente
            Salvatore

    • di base concordo, l’unica cosa che non condivido è sul
      fatto che basti solo il cervello… in realtà, da un punto di vista
      meramente tecnico, per poter fare a meno di ABS e ESP dovremmo
      poter gestire separatamente i 4 freni…. cosa non possibile con
      l’unico pedale… e poi dovremmo capire come farlo, e farlo
      maledettamente in fretta….

    • Caro Salvo 127, sarò vecchio ma appartengo alla generazione
      che ha visto le prime auto col servofreno. Anzi le mie prime auto
      che ho guidato, quelle di mio padrel non avevano neanche quello,
      eppure erano bestioni con motori 8V, e sono ancora vivo :) La vera
      sicurezza è nel cervello e non nell’elettronica, se conosci il
      comportamento dell’auto, e le condizioni dell’intorno quando guidi
      non si hanno problemi, basta un poco di sale in zucca e di
      prudenza. Poi da tecnico lavorando quotidianamnte con l’elettronica
      e l’informatica, ho imparato a diffidarne, c’è il rischio, molto
      facile, di perdere il controllo di ciò che fai. L’elettronica è
      guidata da sw più o meno spinti (i vari sensori/apparati ecc.
      devono essere letti e/o pilotati e questo lo fa necessariamente un
      sw), ed un sw non può prevedere tutto. Nella mia vecchia auto l’ESP
      aveva reazioni eccessive nelle frenate a bassissima velocità e con
      il solo passeggero, tendeva a bloccare in modo eccessivo, in quanto
      i tempi d’intervento non erano corretti, giusti per le frenate a
      pieno carico e/o in velocità, ma sbagliati a meno di 20 Km/h.
      C’era, e c’è anche sulle nuove, il problema dei sensori che si
      “sporcano” se vai su sterrati e/o fango, per cui vanno in tilt. La
      scelta di cercare di evitare di avere auto troppo elettronicizzate.
      è una scelta personale, non ingenua ma basata su fattori sia
      tecnici che di uso e manutenzione delle auto. Devo avere più auto,
      motivi di lavoro, e quindi con ridotte percorrenze annue per
      ciascuna vettura, E’ ovvio che il ricambio sia lento e cerchi di
      tenere le auto il più possibile, ormai le porto a rottamazione,di
      conseguenza possono avere anche 15/20 anni, una l’ho rottamata a 24
      anni e 98000 km, misuro l’età in km percorsi non in anni, quindi
      occorre pensare anche alla semplicità della manutenzione ed alla
      necessità dei ricambi nel tempo, specie se si vogliono le auto
      sempre al massimo dell’efficienza. La componentistica elettronica
      non sempre si trova a distanza di anni, basta che cambi la versione
      del sw di una centralina e non si può montare, una cosa simile mi è
      capitata con un marchio premium tedesco ed auto top da oltre
      100.000 €., l’auto aveva 8 anni, quindi la centralina non era
      disponibile, dopo 2 mesi di fermo auto, finalmente si è trovata una
      adattabile, altrimenti buttavo l’auto, solo che il contachilometri
      segnava meno di 50.000, quindi era un’auto, per qualcuno vecchia,
      ma, per me, ancora nuova, ed in perfette condizioni. Le parti
      meccaniche è molto più facile poterle riparare e/o sostituire,
      ricordo che sulla Mercedes serie S, ho rifatto il cambio, comprando
      i cuscinetti, dopo aver letto le sigle, di serie superiore, senza
      dover prendere ricambi originali, lo stesso per pistoni, fasce,
      ecc. si trova tutto, basta conoscere il mestiere, tutte queste
      componenti meccaniche non sono prodotte direttamente dalla casa ma
      bensì da fornitori terze parti che li costruiscono per vari marchi
      di auto, cosa che ancora non avviene per l’elettronica, e cosa
      importante, sono pienamente affidabili. Quindi certe scelte sono
      dettate dall’esperienza professionale e dalle esigenze personali,
      molto ragionate e valutate, considera che, per me, perfino la
      vernice deve essere facilmente trovabile, quindi, meno possibile
      colori strani, ma più simili possibile a quelli a norma unificata,
      così dopo 10 anni si trovano comunemente, senza dover fare strane
      macchinazioni. Per ultimo, sull’esclusione dell’ESP, la mia Mondeo
      SW ha il pulsante per escludere l’ESP, e non ha l’ASR, e le spie
      ESP che si accendono con la temperatura inferiore a 0°C in presenza
      di neve per segnalare la necessità, se voglio, di escludere l’ESP.
      Occorre dire che non è la versione italiana ma quella tedesca, mi
      avevano tamponato in germania ed era l’unica pronta e disponibile
      per tornare a casa, auto simile ma non uguale a quella importata,
      per fare un esempio i comandi vocali sono in tedesco e non si
      possono tradurre, anche se per il resto: radio, navigatore,
      telefono, ecc si possono tradurre in italiano.

      • Interessante il tuo intervento e la tua difesa dell’auto
        “analogica”. Ma, per quanto mi riguarda, continuo a dare ragione a
        4R e spero che la “digitalizzazione” (non come la intendono in
        molti, e cioè connessioni a Internet, intrattenimenti elettronici
        vari ecc.) applicata alla sicurezza di marcia del veicolo (ABS,
        ASR, ESP in primis) si estenda sempre più e faccia ridurre (come è
        già avvenuto negli ultimi 10/15 anni) il numero di morti e feriti
        sulle nostre strade. Cordialmente Salvatore

  16. Sono un utilizzatore “digitale” per forza di cose, di
    professione sono cameraman e fotografo, e vi lascio immaginare,
    devo avere per forza (se vuoi continuare a lavorare) l’ultimo
    gingillo tecnologico. Per quanto riguarda la tecnologia digitale
    nelle auto, sono un po’ perplesso. Ben venga la tecnologia
    “salvavita” ABS, EBD, ESP, AIRBAG nei punti più disparati, mentre
    non condivido gli schermi touch screen per attivare qualsiasi cosa,
    la connettività esasperata e tutti gli accessori che servono solo a
    distrarre chi guida, ben venga il lettore dvd, ma SOLO DIETRO !
    Tempo fa lessi un articolo in cui si collegarono delle chiavette
    usb infettate da virus, in un’auto, ebbene da quel momento i
    comandi erano impazziti, non si spegneva il motore neanche girando
    la chiave !, se si accellerava, il motore rimaneva al massimo dei
    giri ! i virus avevano reso l’auto impossibile da guidare ! …
    meditate gente, meditate !

  17. Analogica per sempre. Ho preso la patente guidando una Fiat
    131 1600 TC Supermirafiori, elettronica digitale completamente
    assente. mio padre l’ha tenuta per 13 anni, non ha mai avuto un
    guasto che non si riparasse con un giravite. Ricordo aveva nel
    portabagagli una borsa con 4 candele e relativa chiave, le puntine,
    una spazzola metallica e un pezzetto di lama di sega in acciaio da
    usare come spessimetro, solite lampade e fusibili. Da diciottenne
    scatenato ho guidato quell’auto in tutte le condizioni meteo, se
    non avevi accortezza a dosare sterzo, gas e freno/freno a mano
    dovevi sicuramente passare dal carrozziere. Tutto quello che ho
    appreso in 2 anni di guida con il 131 oggi un neo patentano non è
    in grado di apprenderlo in 10 anni. Poi diplomato ho comprato una
    A112 Junior 903 usata. ci andavo a sciare 2 giorni a settimana da
    Dicembre a Marzo con qualsiasi condizione meteo. Tacco e punta,
    freno a mano, pattinamenti per “spalare” la neve, sono sempre
    arrivato ovunque, con la dovuta prudenza, senza mai aver avuto la
    necessità di montare le catene, senza alcun tipo di assistenza alla
    partenza. Oggi mi fanno ridere questi SUV che se non montassero le
    gomme M+S, con un po’ di neve non sarebbero in grado da uscire da
    un parcheggio in linea. Ammetto da 18/22 enne ero abbastanza
    incosciente (molto) ma sono sicuro che se oggi avessi la mia amata
    A112 tornerei su quelle strade ghiacciate/innevate e le suonerei di
    santa ragione a tutti questi SUV Digitali 4×4 arrivando dove loro
    non arriverebbero.

    • Eh, il freno a mano manuale! Che nostalgia… Qualche mese
      fa nel parcheggio d’un supermarket ho visto un tizio che,
      manovrando in contropendenza, ad un certo punto s’è fermato, quindi
      ha dato di gas per sbloccare il freno a mano elettronico che
      evidentemente aveva inserito (con cambio ad innesto a siringa
      suppongo e pensando d’aver ingranato la prima) ed è schizzato
      all’indietro, totalmente basito e senza nemmeno la pendenza da
      vincere, andandosi a schiantare contro un’altra macchina. Quando il
      digitale anche no grazie… o che almeno che sia optional.

      • Il comando di attivazione/disattivazione del freno di
        stazionamento è, probabilmente più di qualunque altra circostanza,
        esemplare rappresentazione del mio essere analogico. In campo
        automobilistico assume la medesima valenza dei moderni dispositivi
        multimediali di uso personale, tipo iPhone e similari: come, in
        vita mia, non ho mai preso in mano né visto da vicino uno di questi
        attuali piccoli elettrodomestici, così non sono mai entrato a bordo
        di una autovettura che fosse munita di pulsanti elettronici per il
        comando del freno di stazionamento, dispositivo moderno che non ho
        mai avuto il [dis]piacer di veder con occhi o toccar con mano. Già
        mi sembra “incomprensibile fantascientifica diavoleria del futuro”
        il comando a pedale del suddetto freno presente nella Mercedes E.
        Che esistano autovetture munite di sistema elettronici del freno di
        stazionamento: è quanto di più lontano dalla mia mente di
        appassionato di automobili. Francesco

        • @Francy Volendo un po’ divagare, credo che il digitale,
          dalle schede forate fino al codice binario, basandosi sul principio
          dell’on-off, pur con tutti gli artifici che si possono introdurre
          per simulare la continuità analogica, ha proprio in quello il suo
          limite fondamentale. Il freno di stazionamento sono solito
          “puntarlo” quando parcheggio in piano, non mettendolo affatto
          quando parcheggio nel box; basta la prima. Lo tiro invece ben bene
          quando parcheggio su una strada di montagna molto in pendenza, e
          magari metto anche un paio di sassi sotto le ruote a valle. Questa
          analogica gradualità d’azione, determinata dalla corrispondente ed
          altrettanto analogica gradualità di percezione, con il digitale
          viene meno. Il fatto di affidarmi al digitale mi risulterebbe
          difficile, la sua azione mi parrebbe eccessiva in alcune
          circostanze, insufficiente in altre. Magari è solo una questione
          d’abitudine; un mio amico era solito fare il “giro della macchina”
          anche dopo aver comperato un modello con la chiusura centralizzata…
          Altro esempio è la sensazione innaturale che mi trasmettono i
          tachimetri digitali. L’analogica lancetta del tachimetro permette
          percezioni ulteriori: l’accelerazione, dalla velocità della sua
          rotazione, la velocità dell’accelerazione, dall’accelerazione della
          sua rotazione, ecc. Sono le analogiche derivate di spostamento e
          rotazione (di cui non per niente sono zeppe le logiche delle
          centraline digitali), traduzione in linguaggio matematico di
          percezioni che fanno parte della natura umana. Magari, anche in
          questo caso, è solo una questione d’abitudine; basti pensare agli
          strumenti da competizione, agli head-up display. Esisterà poi
          veramente questo ideale confine oltre il quale non si è più
          disposti a rinunciare alle proprie abitudini, e si avverte
          l’urgenza di introdurre un pur negoziabile discrimine tra ciò che è
          analogicamente accettabile e ciò che è digitalmente invasivo?
          Forse, ahimè, no. Forse nella nostra natura esiste anche la
          derivata dell’abitudine, ossia l’abitudine al cambiamento
          d’abitudine… e a questo punto cambio pusher.

          • Mi affido con fiducia, caro @utcast, al tuo nuovo pusher:
            lasciami, tranquillamente, i suoi recapiti: analogici e digitali.
            Ché, davvero, non voglio perdermi quanto di buono, tra le novità
            oggi disponibili, egli ha da propormi. Quanto di buono: ché, in
            effetti, ne ho bisogno anch’io per meglio e senza subire
            conseguenze invasive districarmi tra la sottile linea di
            demarcazione tra nuovo analogico e vecchio digitale. E sì: perché,
            come tu giustamente sottolinei, questo causa la diatriba tra nuovo
            e moderno al cospetto dell’umano adattarsi: quel che ieri era
            impensabile oggi diventa, per abitudine, consuetudine persino
            datata. E io vecchio agire analogicamente si trasforma, se fosse
            ripreso nell’agire, in nuovo e innovativo, stano, moderno
            comportarsi. Sì: l’esempio, per me, più marcato è proprio il
            tachimetro digitale: che, strano a dirsi, meglio mi racconta
            dell’analogico le differenze di sfumatura del muoversi
            analogicamente del motore… Sarà da quando ho – ahimè oggi conto
            un anno in più trascorso su questa Terra trascinando faticosa vita
            ormai da anziano o giù di lì – preso giocoforza nolente confidenza
            con la lente tri-focale? E, allora: all’analogica bellezza della
            grafica tradizionale di un antico tachigrafo preferisco la chiara
            esposizione numerica di un più brutto, nell’estetica
            rappresentazione, tachigrafo digitale? In tutto il resto: analogico
            resto, giro dell’automobile compreso, prova dio ogni maniglia a
            chiusura tramite telecomando avventura, compresa. Il numero del
            pusher, di grazia. Francesco

  18. La risposta e’ molto soggettiva. Qualcuno potrebbe sottolineare che le auto analogiche erano quelle per cui bastavano poche nozioni e con cacciavite, chiave inglese e (martello) si poteva intervenire per farle ripartire (magari a spinta), mentre quelle digitali con centralina se non va la centralina, non c’e’ nulla da fare, non parte.
    A me piace pensare ad una macchina digitale quando il software potra’ prendere il controllo dell’auto anche in movimento. Non nego che pure io, apprezzo la tecnologia e l’assistenza alla guida digitale, ma soprattutto piace anche a me questo periodo di non esasperazione digitale. Forse perche’ ho ancora il piacere della guida e del controllo totale da parte del guidatore umano!

  19. Analogico è benzina-diesel; digitale è carburanti
    alternativi, propulsione ibrida, propulsione elettrica. Analogico è
    “gira la chiave, aspetta che si spenga la spia delle candelette
    prima di mettere in moto”; digitale è “push to start”. Analogico è
    la partenza in salita aiutandosi col freno a mano; digitale è
    l’assistente alle partenze in salita. Analogico è cambio sei marce,
    leva corta, pomello sportivo; digitale è paddles al volante.
    Analogico è controsterzo e tanto culo; digitale è asr-dtc-esp.
    Analogico è passato, in quanto tale obsoleto e meno efficace.
    Digitale è presente e futuro, sicurezza ed efficacia. L’anima?
    L’analogico di sicuro, il digitale… pure. Prima il divertimento
    stava nel correggere l’errore, adesso invece sta nel prevederlo:
    guidi bene -e sei soddisfatto- quando la spia non si accende mai, o
    quasi. Ma ancora, è analogico il finanziamento; digitale il leasing
    se non il noleggio (quel famoso “e dopo 2 anni sei libero di
    restituirla”). Analogica è la guida spensierata, il benzina
    aspirato sempre in tiro; digitale è la guida “anticipata”, il tira
    e molla per chiudere la farfalla e consumare meno, lo sfruttamento
    delle inerzie per accelerare sempre di meno, il motore sui 2000rpm
    perché altrimenti consuma. Analogico era il pieno, digitale è “50,
    grazie”. Analogico era l’abbonamento a quattroruote; digitale è
    l’abbonamento sull’ipad.

  20. Volevo aggiungere, per i curiosi, qualcosa sul discorso
    “centralina”. La legge italiana impedisce qualsiasi modifica
    riguardante gli organi meccanici dell’auto. Significa: sospensioni
    originali -o di uguali caratteristiche-, pneumatici “quelli a
    libretto”, no distanziati, no alettoni, no spoiler strani, no
    marmitta non conforme all’originale, no mappatura alla centralina o
    chip aggiuntivi. In sostanza: la centralina rimappata è “illegale”.
    Perché? Intanto, per “business”: le case gestiscono come meglio
    credono, fanno quello che vogliono, e con un motore tenuto a bada
    dall’elettronica ci campano 15 anni ritoccando un parametro qua e
    uno la: vedasi i 3.0 td che dai 170cv dei primi sono giunti a 240cv
    con quello che è pressapoco lo stesso motore. Perché la burocrazia
    in Italia è trasparente e limpida come un muro di cemento armato.
    Perché la casa progetta una “gestione del motore” in modo da
    garantire, oltre che la potenza giusta (il dato di potenza massima
    serve per il marketing: un BMW deve avere più CV di una mercedes,
    anche se magari i banchi prova dicono che non è vero), due cose:
    Affidabilità delle componenti “core” (basamento, testata e tutte
    quelle cose che in genere dovrebbero durare “a vita”) e soprattutto
    legge anti inquinamento. Ora, per rispettare le normative europee,
    le case automobilistiche tendono a gestire il motore in modo che
    anche se non rende al massimo di quanto può, sempre in sicurezza,
    emette il minor numero di sostanze nocive. Se il co è nocivo, lo
    sono ancora di più i solfuri dei diesel e, ancora di più, i NOx
    prodotti dai motori a benzina. È molto complesso un motore: sarebbe
    troppo semplice sintetizzare tutto nell’equazione miglior
    rendimento=combustione ottimale=minori consumi=minori emissioni. In
    linea di massima si, in pratica…no.

  21. Penso che possiamo suddividere le macchine in generazioni
    ,esattamente come si fa con i caccia: – fino alla seconda guerra
    mondiale, auto di prima generazione – dalla seconda guerra mondiale
    fine anni 70 auto di terza generazione – anni 80 – 2009 auto di
    quarta generazione – prime auto di quinta generazione con
    connettività a bordo, design semplice alla Web 2.0 (vedesi
    volkswagen UP e nuova panda). Per definire il lo spartiacque tra
    digitale e analogico forse conviene definire su cosa vogliamo
    applicare il passaggio; nel caso del funzionamento della macchina
    direi l’iniezione elettronica e centraline centralizzate ha
    caratterizzato il passaggio per quanto riguarda la meccanica
    (ignoro volutamente i cambi automatici). Fine anni 80 ,primi 90 per
    la diffusione su larga scala,con l’introduzione del catalizzatore.
    Connettività e auto che si guidano/parcheggiano da sole.
    Probabilmente siamo al passaggio da analogico-digitale per quanto
    riguarda la percezione dell’iterazione uomo-macchina.

  22. Ripensando alla bimbomikiazizzazione delle vetture moderne.
    Credo che le case puntino volentieri sull’infotainment in quanto
    costa poco produrlo (l’elettronica si sa che non costa una cippa) e
    può essere venduto a caro prezzo con margini di guadagno
    notevolissimi. In fondo non inventano nulla di che visto che
    esistono fior fiore di impianti (JVC, Alpine ecc ecc) che già
    consentono navigazione, connessione multimediale, connessione
    internet, touchscreen ecc ecc. Credo che però, le case
    automobilistiche Europee, rischino di darsi la zappa sui piedi
    buttandosi a capofitto su tali dispositivi e facendo lievitare i
    prezzi con la digitalizzazione. Si daranno la zappa sui piedi
    perchè il digitale è un campo in cui la concorrenza cinese può
    diventare veramente pericolosa. I cinesi potranno competere con gli
    europei senza problemi proponendo vetture con 40 schermi touch
    screen e 20 connessioni wi fi a prezzi che le vetture europee si
    sognano. Ed anche la qualità può essere facilmente raggiunta perchè
    nel digitale le parti costano poco e la qualità è piuttosto
    standardizzata. E’ sul meccanico, invece, che i cinesi saranno
    molto più lenti a raggiungerci rimanendo competitivi con i prezzi
    (la qualità meccanica e dei materiali costa anche a loro). Ma se
    all’acquisto di un auto, l’utente medio, guarda la connettività
    piuttosto che le sospensioni…. allora apriremo portoni ai futuri
    prodotti cinesi, magari scarsi meccanicamente e motoristicamente,
    ma ricchissimi di addobbi elettronici.

    • Mi sa che in questo blog gli ingegneri (o i sedicenti
      tali…) siano un po’ arrugginiti e poco informati sulle novità
      automobilistiche…La meccanica ormai ha ben poco da dire e da
      svilupparsi rispetto all’elettronica e i cinesi, attualmente, non
      hanno più da raggiungere alcun costruttore europeo dal punto di
      vista motoristico e meccanico: le prossime vetture del marchio
      Qoros sono lì a dimostrarlo. Cordialmente Salvatore

      • Meno male che almeno gli insegnanti del blog rimangano
        superlativi in ogni loro esposizione. Ti rispondo con 3 banali
        considerazioni. 1) la qualità dei componenti elettronici di medio
        livello installati su di una vettura (navi, connessioni,
        schermi…) è piuttosto standardizzata ed i cinesi possono
        accedervi a costi ridicoli. 2) nella meccanica ci sarà poco da
        inventare ma avere meccanica di alto livello significa avere grandi
        conoscenze a riguardo (i cinesi non hanno bagaglio culturale
        automobilistico se non acquisendo case automobilistiche straniere)
        3) la qualità dei componenti meccanici ha un costo maggiore
        rispetto a quelli scadenti. Tale costo vale anche per gli economici
        cinesi. I metalli buoni, i cuscinetti buoni (hai presente i falsi
        SKF fatti dai cinesi?) hanno costi notevoli anche per loro. Ne
        deduco che loro possano offrire auto economiche ben farcite di
        elettronica invidiabile….. ma per avere qualità meccanica saranno
        costretti a vendere i loro prodotti a prezzi maggiori e non
        tipicamente cinesi. Però noi tecnici dobbiamo aggiornarci perché
        non conosciamo queste cose.

      • C’è la great wall hover che è impareggiabile come motore.
        Un 2,4 litri con pochi cavalli, benzina aspirato che non va una
        mazza e consuma come un camion. Si si, meccanicamente non c’è più
        nulla da insegnare. Dai Salvatore, fai una cosa che ti riesce bene,
        cioè stanare Wynn ovunque si nasconda. Cordialmente.

        • Mi dispiace, ma continuo a ritenerti poco aggiornato.
          Guarda il marchio Qoros e vedrai che le tue considerazioni sui
          ritardi dei cinesi dal punto di vista meccanico e motoristico
          perderanno ogni consistenza “culturale”. Cordialmente
          Salvatore

          • Che possa non essere aggiornato ti permetto di dirlo. Sul
            “sedicente tale” mi auguro che non ti riferivi al sottoscritto in
            quanto non ti permetterei mai di potermi dire tale castroneria.
            Sulla Qoros non mi esprimo. Aspetto di vedere caratteristiche
            tecniche, prove in pista e…. il prezzo finale.

          • Se fosse stato rivolto a te avrei usato il singolare…Ma
            siccome molti si spacciano per Tizio, Caio o Sempronio ho voluto
            puntualizzare: è ovvio che non mi riferivo a te… Io continuo ad
            essere della mia opinione e credo che i migliori e più importanti
            progressi futuri vengano dall’elettronica. La meccanica in senso
            stretto migliorerà, ma quando penso all’ABS, all’ESP, all’ASR ecc.
            mi rendo conto che gli enormi progressi in termini di sicurezza
            attiva sono stati fatti prevalentemente grazie all’elettronica più
            che alla meccanica. Cordialmente Salvatore

          • Era giusto per chiarire. Non era coda di paglia ma siccome
            sono uno dei pochi di cui è possibile che conosciate il titolo di
            studi ho preferito mettere le mani avanti. Scusa se magari sono
            stato troppo prevenuto.

          • Io sono Ingegnere aerospaziale… mi accettate lo stesso
            nel gruppo?? :-) :-) :-) !!! Volemose bbene…

          • Focus, mio esimio collega :P

          • @ Esimi ingegneri… … Mi raccomando! Spolverate i vostri
            attestati di laurea, che stiamo venendo a verificarne la
            regolarità. Non fate che fra qualche giorno vi si debba
            consegnare… l’Oscar per le frottole dopo aver scoperto che lauree
            e master ve li siete inventati… … Mantenete alto l’onore di
            questo blog! Con affetto, Francesco

          • Maremma, France. A me la notizia di Giannino mi ha un po’
            traumatizzato…. e non sto’ scherzando. Non mi dite che ci rimane
            Grillo… che emigro azz!!!!

          • Dài, Nascar: non ci scoraggiamo. La Storia siamo noi,
            scrisse il cantastorie. Ci siamo noi, per l’appunto. E noi bastiamo
            e basteremo, da soli: a far tornar grande questo Paese. E a
            proposito di grandezza – incompresa, purtroppo – di analogico e
            di… Maremma. come tu da “toscanaccio” scrivi: ma quanto, ma
            quanto, ma quanto era straordinariamente bella, affascinante,
            superlativa, sexy, strabiliante, meravigliosa, strepitosa,
            incantevole, ammaliante, sconvolgente, accattivante, dinamica,
            spettacolare, innovativa, anticipatrice… E poi: continuate voi…
            la Fiat 130 Maremma? Tornassero, quelle automobili! Soprattutto: le
            producessero! Torneremmo a esser contenti e a pensare che il mondo
            potrebbe essere più bello… Francesco

      • questa volta non sono d’accordo con te. Non tanto sulla
        parte che giustamente attribuisci all’elettronica, quanto proprio
        sul concetto da te espresso secondo cui “La meccanica ormai ha ben
        poco da dire e da svilupparsi rispetto all’elettronica”. Senza
        voler approfondire troppo il concetto di “meccanica quantistica”,
        secondo cui, dal momento che tutto ciò che ci circonda è costituito
        in ultima analisi da atomi e molecole e quindi ci siano infinite
        possibilità di ottimizzazione di ciò che abbiamo (il concetto è
        stato enunciato da Planck, ma in Oriente le filosofie abbracciano
        da secoli questi concetti applicandoli a vari livelli), ti chiedo:
        secondo te, senza i progressi meccanici degli ultimi anni
        l’elettronica da sola avrebbe permesso di contenere consumi ed
        emissioni nonostante il peso delle auto sia sensibilmente
        lievitato? Sarebbe possibile pensare ad alimentazioni elettriche,
        che fino a pochi lustri fa erano quasi impensabili (vedi Tesla)? E’
        vero che il “grosso” della meccanica, il “nocciolo” è pressochè
        stabile da anni, ma la ricerca scientifica difficilmente procede “a
        balzi”, ma per via di affinamenti continui, maniacali. Che a volte
        determinano un “balzo” nei risultati, ma sempre per via di
        modifiche “di dettaglio”. Ora, l’elettronica va invece spesso “a
        balzi”, ma con conseguenti dubbi di “affidabilità”. Sei proprio
        sicuro che la meccanica non abbia più nulla da offrire?

        • Non certo quanto ha da offrire l’elettronica, amico mio! I
          progressi avverranno anche a livello meccanico ma saranno bazzecole
          rispetto ai futuri progressi dell’elettronica. Fare sospensioni
          multilink a tre, quattro o cinque bracci non comporta il possesso
          di chissà quale know-how di cui i cinesi non possano godere. Non
          siamo negli anni ’60 quando la tenuta di strada di una Giulia era
          superlativa rispetto a quella di qualsiasi altra berlina media a
          livello europeo o mondiale! Adesso anche la tenuta di strada e,
          soprattutto, la stabilità per la maggior parte sono determinate dal
          sofisticato livello dell’elettronica e dal suo interagire con gli
          organi meccanici. Un ESP che funzioni bene e sia correttamente
          tarato e che interagisca al meglio con le sospensioni e l’assetto
          della vettura è quanto basta per garantire le migliori qualità
          stradali, le quali saranno sempre più influenzate dalle componenti
          elettroniche più che da quelle meccaniche della vettura. È qui che
          si gioca la differenza tra una vettura e l’altra, proprio perché è
          difficile raggiungere l’ottimo compromesso tra qualità meccaniche e
          controlli elettronici vari. Sono anni che non leggo più sulle
          pagine di 4R che la tale vettura è superiore alla tale altra in
          qualità stradali a causa del suo comparto sospensioni (multilink al
          posto del ponte torcente, quadrilateri al posto del MacPherson,
          ecc.), mentre leggo sempre più frequentemente che l’ESP di quella
          vettura non consente uno sfruttamento ottimale delle qualità
          stradali perché troppo “invasivo” (e quindi impedisce al guidatore
          di intervenire personalmente nel determinare la direzionalità della
          vettura) o perché entra in funzione troppo in ritardo creando
          qualche apprensione soprattutto nel pilota meno esperto. Nessuno
          dice che la meccanica non conta più niente, ma è l’elettronica che
          sempre più in futuro ci regalerà auto più sicure, più parche, meno
          inquinanti e più affidabili. Cordialmente Salvatore

          • ma ne sei proprio sicuro? Cioè, è chiaro che l’elettronica,
            in virtù anche di una sua più recente industrializzazione, sta
            facendo il “botto” (non senza problemi di affidabilità però,
            ricordiamocene), ma la meccanica non è da meno. Certo, si tratta di
            novità meno “urlate” ed evidenti, ma non del tutto impalpabili: io
            ti ho citato le trasmissioni elettriche, ma non ci sono solo
            quelle. I materiali leggeri che vengono utilizzati, senza andare a
            discapito della sicurezza e resistenza, in motori e carrozzeria e
            telai? Non è meccanica? Gli stessi materiali che consentono
            (naturalmente grazie a controlli elettronici sofisticati, non lo
            metto in dubbio) di raggiungere efficienze mai ottenute prima? Ci
            dimentichiamo forse dei risultati nelle prove dinamiche, migliori
            nettamente per alcune auto dotate di “pacchetti” sospensioni-motori
            ecc.. più costosi e raffinati? Ti ricorderai le querelles nate sul
            fatto che la Giulietta abbia modificato le sospensioni rispetto
            alla 147. E la tanto sbandierata tecnologia Ecoboost della Ford? E
            i motori ibridi Toyota? Certamente l’elettronica consentirà di
            GESTIRE meglio e in modo sempre più complesso la base meccanica. Ma
            se la base meccanica resta quella di 100 anni fa, non basta la sola
            elettronica a sanarla. Questo perchè la fisica viene prima di
            tutto. Così, anche l’ESP migliore se messo a salvare una ciofeca di
            auto non farà bene il suo lavoro, perchè gestisce
            componenti…meccaniche. Sarebbe come mettere le scarpe da
            ballerina a uno scalatore e mandarlo sul K2. Certo, senza ESP
            quell’auto andrebbe ancora peggio…. Oppure, secondo te anche con
            la centralina più sofisticata si riuscirebbe a omologare un motore
            anni ’60 Euro6, mantenendo delle prestazioni almeno decenti? Non
            credo, lo si può fare grazie ai progressi della meccanica. I quali
            progressi sono molto più sottili, chiaramente, ma non per questo
            meno importanti. Potranno essere anche inferiori in numero rispetto
            a quelli dell’elettronica, ma senza di questi l’elettronica fa la
            fine dello stomaco di Menenio Agrippa.

          • Le qualità stradali pre-intervento ESP sono esclusivamente
            meccaniche ma col vincolo che sono legate all’abilità del guidatore
            (l’abilità di non superare il limite in cui interviene l’ESP).
            L’intervento ESP cerca di salvare il salvabile quando si supera il
            limite degli equilibri meccanici combinato con le capacità del
            conducente. L’ESP non può salvare più nulla quando si supera il
            vero limite fisico e meccanico del veicolo. L’elettronica gestisce
            l’intervento ma è la meccanica che definisce la potenzialità ed il
            risultato di tale intervento. Forse, Salvatore, stai facendo un po’
            di confusione sul posizionamento del confine tra elettronica e
            meccanica. In aeronautica ed in generale all’elettronica sono
            affidate funzioni di verifica, di controllo e di gestione delle
            attuazioni. Tutto il resto, tutto ciò che è gestito
            dall’elettronica è meccanico. L’ESP come strumento elettronico è
            come un cervello senza il corpo: non serve ad una cippa. Gli
            necessitano un buon telaio, dei buoni freni ecc ecc. Forse è in
            questa distinzione che non ci capiamo.

        • La querelle “meccanica/chimica/elettronica” mi ricorda la
          storiella delle parti del corpo umano che litigavano per chi
          dovesse essere il comandante. Il Cuore (meccanica) diceva che
          doveva essere lui a comandare, perche’ era l’organo che pompava il
          sangue nel corpo tenendolo in vita. Il Cervello (elettronica)
          diceva che doveva essere lui il capo perche’ ogni attivita’ e
          funzione del corpo era comandata dai suoi calcoli. Le interiora
          (chimica) dicevano che dovevano essere loro a comandare perche’
          l’energia per vivere era generata dalle loro reazioni sul cibo. Ma
          tra tutti una voce in lontananza richiedeva la leadership: era
          l’ANO. Tutti risero, e l’ano si offese ed entro’ in sciopero, non
          permettendo piu’ al corpo di scaricarsi. In breve tempo il cuore
          ando’ in fibrillazione, il cervello sragionava, le interiora si
          infiammarono e tutto il corpo ando’ in sofferenza. Allora il
          consiglio degli organi delibero’, e l’ano ebbe il titolo di RE del
          corpo. Per chi cercasse una morale in questa storiella, suggerisco
          di ragionare in questo senso: la meccanica, l’elettronica, la
          chimica, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, sono importanti per l’auto
          tanto l’una quanto le altre. Ma alla fine basta un ano qualunque
          (magari alla guida dell’auto in questione) che non fa quello che
          dovrebbe fare, e tutto quanto va a scatafascio. Molto analogico,
          non trovate??? Saluti

          • Ma allora il progresso è nell’auto “anologica”?

          • È una “versione allargata” e, in qualche misura, più
            tecnologica della “metafora degli arti e dello stomaco” del
            diplomatico mediatore tribuno Menenio Agrippa… Corsi e ricorsi
            storici. Francesco

      • Verissimo Fede. Il downsizing dei motori attuali, con
        cilindrate minori ma cavalli e coppia in buona quantità ha permesso
        di ridurre consumi ed inquinamento. E questa non è sola
        elettronica, anzi. Il principio base dei motori a scoppio sarà
        anche sempre lo stesso ma i progressi fatti grazie all’insieme di
        elettronica, meccanica e chimica hanno consentito di rendere
        preistorici i motori di 30 anni fa. Sospensioni push-rod e pull-rod
        (attualmente in F1 ed in qualche super-car di serie). Affinamenti e
        novità tecniche date dalla scoperta di nuovi materiali. I
        catalizzatori ed i sistemi anti inquinamento che abbattono le
        emissioni nocive si basano su chimica e meccanica dei materiali. Le
        leghe leggere e i materiali compositi. Solo i costi sono un limite
        alla meccanica. Immaginatevi il guadagno di peso e rigidezza se
        anche la vostra auto avesse una monoscocca in carbonio e kevlar. Il
        nuovissimo 787 della Boeing è un aereo innovativo nell’ampio
        utilizzo di materiali compositi e titanio in proporzioni mai viste
        su di un velivolo civile. Sfortunatamente soffre di problemi di…
        elettronica. Mi sembra che la meccanica abbia ancora tantissimo da
        esprimere. I materiali che sono in cantiere nel campo spaziale ed
        aeronautico sono qualcosa di veramente fantascientifico (si parla
        anche di materiali che possono variare la propria struttura
        seguendo stimoli elettrici controllati). L’elettronica ha tanto da
        dire, ma le tre scienze di ingegneria meccanica, elettronica e
        chimica hanno tutte e 3 margini enormi. (del resto anche le bobine
        elettriche dei motori elettrici si muovono completamente su sistemi
        meccanici). E per adesso penso di potermi fermare qua.

        • Rivolgendomi ad entrambi (Nascar e Fedefournier) non posso
          che confermare quello che ho già detto. Se la Toyota Aygo viene
          considerata dalla rivista più autorevole di automobilismo come una
          delle vetture in cui funziona meglio l’interazione tra ESP e telaio
          e comparto sospensioni, non è certo merito di chissà quale
          sofisticazione meccanica della stessa vettura che monta un banale
          McPherson davanti e un altrettanto banale ponte torcente
          posteriore. La Ford Focus dovrebbe essere meccanicamente più
          sofisticata essendo una compatta e non una citycar…eppure 4R si è
          lamentata che in questa vettura l’interazione tra ESP e telaio non
          funziona alla perfezione. Il progresso in termini di tenuta e di
          stabilità è risultato molto maggiore grazie all’intervento dell’ESP
          che non alla maggiore sofisticazione meccanica del comparto
          telaio-sospensioni (è ovvio che mi riferisco al periodo degli
          ultimi 15-20 anni, quando è iniziata la diffusione dei controlli
          elettronici sulla frenata, la tenuta di strada, la stabilità ed in
          genere sul comportamento stradale delle vetture). Cordialmente
          Salvatore

          • Per quanto riguarda il limite fisico di ogni vettura è
            corretto quello che dici, ma l’ESP ti porta proprio a non superare
            il limite fisico “avvertendoti” con un congruo anticipo
            (soprattutto se l’ESP funziona bene senza essere né troppo invasivo
            né troppo ritardante…). Mentre anche con una Lamborghini
            Aventador, se fosse priva di ESP, sarebbe difficile capire quale
            risulta essere il limite fisico della tenuta della stessa. Ed è per
            questo che è meglio una Aygo con l’ESP che un’ipotetica Aventador
            priva di tale dispositivo: parlo ovviamente se alla guida ci sia un
            guidatore normale e non un pilota di formula 1, anche se l’errore
            lo può compiere anche quest’ultimo… La riprova? Le prime auto a
            montare di serie l’ESP non sono state le citycar, ma le auto
            sportive, come Ferrari e Lamborghini, le quali, per quanto a parità
            di velocità più sicure di una citycar, non lo sono affatto se
            teniamo conto delle eccezionali prestazioni di cui sono capaci.
            Cordialmente Salvatore

    • Salvo, è vero sono un pò arruginito come meccanico, non
      lavoro sui motori da molti anni, troppi. :) oggi mi occupo del
      civile e non industriale se non marginalmente. Però mi occupo di
      modelli matematici, per cui l’elettronica applicata, dal punto di
      vista di chi ci deve combattere, devo conoscerla bene e essere
      aggiornato, appunto, dell’ elettronica, non mi fido :) Concordo, la
      meccanica, o meglio il motore endotermico classico, ha poco da
      dire, anche se quando studiavo, sui libri ( tra cui i sacri testi
      del Giacosa) era riportato che la massima potenza specifica
      ottenibile sui motori da gara era di 100 CV/L, oggi la stessa
      potenza specifica c’è l’abbiamo sulle ultime citycar, così ho
      dimostrato quanto sono vecchio ed arruginito :) :) Comunque
      concordo con Nascar, trasferire conoscenze nella meccanica è molto
      più difficile che nell’elettronica, dove la componentistica
      elettronica per il settore auto è molto più scadente, e trovabile
      sul mercato mondiale, rispetto a quella meccanica. Che i cinesi
      procedano a grandi passi e ci raggiungano è cosa ovvia.

  23. La mia differenziazione è molto meno tecnica degli esimii
    amici che mi hanno preceduto nei commenti. Io ho visto la
    differenza quando invece che ripararmela da solo con pochi attrezzi
    (e poche lire….), ho dovuto portarla dall’autoriparatore perchè
    ero sprovvisto di tutti quei Pc che analizzano l’auto.Mi ricordo
    ancora quando nel 1988, causa rottura filo dell’accelleratore,
    rimasi a piedi con la mia vecchia auto a carburatori…. bastò un
    pezzo di filo di ferro e via a casa senza troppi
    problemi.Proviamoci adesso!!!!!

  24. Analogico o digitale e’ un confine mentale. Il primo passo
    puo’ essere condiderato (ante litteram) il passaggio dalla
    manovella al motorino d’avviamento. In realta’ il digitale
    percepito non e’ quello che c’e’ nel cofano motore o sparso nelle
    centraline qua e la’, ma quello che consente l’interattivita’ con
    il mezzo e con il mondo esterno, che a volte possono essere anche
    la stessa cosa. Ma non tutto cio’ che e’ digitalizzato viene
    percepito (e quindi vissuto) come tale. PS: mi scuso se sicuramente
    avro’ ribadito i concetti espressi da altri ma non ho letto tutto
    il filo dei messaggi.

  25. La verità è un po’ differente. Le case stanno facendo un
    errore strategico considerando la digitalizzazione come un elemento
    legato al veicolo e quindi si preoccupano di come poterla gestire;
    invece i devices digitali sono personali (smartphone, tablet) basta
    semplicemente pensare ad degli alloggiamenti per loro invece che
    imitarne le forme (Mercedes Classe A) o cercare di farne dei
    similari. In tal senso ottima la scelta GM per Adam di
    interfacciare le mappe del proprio smartphone sullo schermo del
    cruscotto. Ma la soluzione mi sembra ancora più semplice datemi uno
    spazio per il mio smartphone o tablet e permettetemi di usarlo come
    interfaccia. Le case innovino sul fronte auto sul fronte digitale
    lascino fare a Apple, Samsung e sviluppatori di app. Dura pensare
    di non essere più al centro del mondo!

    • Siamo noi esseri umani che dovremmo smettere, per il nostro
      bene, di pensare di essere il – e neppure “al” – centro del mondo.
      Che bisogno c’è, qual necessità v’è di “interfacciare” – come usano
      dire gli adolescenti di oggi utilizzando un neologismo dall’oscuro
      e vuoto significato, ammesso ne abbia almeno uno – dispositivi
      elettronici di comunicazione con i comandi di una automobile? Se
      l’uomo smettesse di credere, presuntuosamente, di essere “il”
      centro del mondo e recuperasse una dimensione più spirituale e
      semplice, contemporaneamente più ricca di valori intensi e
      passionali: in un amen si renderebbe conto che guidare è un piacere
      immenso e, com e tale, non va sprecato, ma goduto fino in fondo
      ascoltandone le sfumature più intense. Quando su guida: che si
      guidi, gustando le sensazioni che l’automobile ci regala e
      trasmette al nostro cuore, ancor più e prima che alla mente.
      Abbiamo tutto il tempo, e le possibilità, una volta usciti
      dall’automobile ben avendola parcheggiata, entrati a casa, di
      accendere un computer e pórci – ora sì – al centro di un mondo che
      può raccontarci infiniti incanti: se solo sapessimo umilmente
      ascoltare le mille e mille voci a tempo debito. Prima voce fra
      tutte: vivere, realmente, quel che scorre attorno e dentro la
      nostra automobile mentre guidiamo. Per far ciò non abbiamo bisogno
      di dispositivi di comunicazione elettronica: perché gli unici che
      sanno raccontarci il mondo, attraverso infinite sfumature poetiche,
      sono il nostro cuore, i nostri occhi e la nostra automobile.
      Francesco

      • Approvo in pieno. In Auto cercate di godervi la guida e
        l’AUTO. Fuori da essa connettete lo smartphone od il tablet od il
        pc e connettetevi con il mondo. La prossima frontiera sarà il
        profilattico che ti permette di chattare? Sai, caso mai si
        preferisse essere connessi con il mondo invece che con una donna.
        Vi sono ancora poche emozioni al mondo. L’auto ce la stanno
        ammazzando… rimane il cibo, il bere (con la testa, degustare, non
        tracagnare giù), il sesso, l’amore…. Se non vi godete queste cose
        ma preferite la connessiona su facebook… beh, che vivete a
        fare?

  26. il tema è molto interessante, e richiede osservazioni e
    riflessioni analitiche. le case automobilistiche hanno, chi più,
    chi meno, 100 anni, hanno seguito e spesso (mi si passi il termine)
    guidato l’andamento del gusto. devo cercare e, in qualche modo
    inoltrare delle immagini di modernissime architetture anni ’30 e
    coetanee automobili, che a confronto (in foto dell’epoca)
    sembravano già pezzi da museo, il confronto è sconvolgente, e
    testimoniano come l’auto abbia fatto passi da gigante, sia da un
    punto di vista sostanziale che formale. (antonino
    muscaglione)

  27. Il tema è proprio interessante. Complimenti. Come
    l’automazione industriale ha cambiato la vita lavorativa, così
    l’elettronica sta cambiando l’auto e il modo di condurla. Credo che
    un’auto moderna (di solito guido un’ibrida Toyota) sia meno
    “piacevole” da condurre di un’auto con zero elettronica (che si
    lascia guidare). Ma le condizioni odierne in termini di traffico,
    quantità e qualità di guidatori lasciano poco spazio: elettronica e
    tecnologie dei materiali servono (e tanto) a limitare i pericoli
    della guida e i danni derivanti da incidenti. E quindi, il mio
    personale spartiacque tra auto analogica e digitale l’ho messo in
    funzione del territorio: quando sono nel deserto uso un’auto senza
    elettronica e ho il piacere di farla avanzare perchè la “guido”,
    quando sono in Italia uso un’auto moderna con più computer che
    posti a sedere, ricca di “funzioni” e con tanta automazione (luci,
    tergi, temperatura interna, telecamere, info traffico, …). E in
    città uso i mezzi pubblici, così risparmio.

  28. La discussione è senz’altro interessante. Io vorrei
    ricordare che la digitalizzazione ha interessato anche altri campi
    della ns. vita, tra i quali il mondo dell’HI-FI che – da sempre – è
    stato analogico e che ha visto e ci ha fatto assistere al suo lento
    ed inesorabile decadimento dal momento in cui Philips lanciò il
    Compact Disc ed il solco sul vinile finì nel retrobottega (ma si
    trova ancora). Ecco anche qui, nel campo della cosiddetta “musica
    colta”, il mondo degli appassionati si è trovato dapprima diviso in
    due e poi, col passare del tempo, a doversi adattare a queste nuove
    tecnologie. Ma, e chi ha una certa età lo sa bene, a tutt’oggi non
    c’è stata poi tutta ‘sta rivoluzione, così tanto prevista e
    decantata dai media. Anzi: il vinile è stato recentemente
    riscoperto e ri-apprezzato proprio per le sue capacità dinamiche e
    sonore che nessun CD è riuscito finora a riprodurre! Se poi
    vogliamo affrontare il discorso che la musica oramai gira tutta in
    formato MP3 o comunque sia in Files compressi e con la banda audio
    “sfrondata” delle gamme bassi ed acuti, per far si che i Files
    stessi siano più leggeri e che ci stiano a centinaia su una Pen,
    allora possiamo anche dire che la vera alta fedeltà è proprio
    morta. Che senso ha portarsi a casa un impianto da 20.000 euro, con
    capacità di riprodurre frequenze dai 20Hz ai 22KHz, se poi sul
    frontale dell’amplificatore inseriamo nell’apposita presetta l’IPOD
    o USB con dentro migliaia di Files “monchi” e compressi ? Voglio
    dire che l’avvento del digitale ha davvero fatto la differenza in
    molti campi, tipo gli orologi, la precisione del clock negli
    strumenti, di misurazione e di calcolo, per non parlare di ambito
    ospedaliero e medico (stanno arrivando i robot teleguidati!) nonchè
    scientifico e tecnologico, ma che in altri campi – e quello
    dell’auto nè costituisce uno grande come una casa – questo
    incaponirsi nel voler a tutti i costi sostituire tutto quello che
    già c’era di buono in un’auto (frutto, appunto, di 100 anni di GP,
    di Competizioni, di ricerca e sperimentazione) con i Leds e gli
    ologrammi parlanti, il sedile intelligente, oppure il navigatore
    che ti bacchetta sulle mani se salti l’uscita prevista, ecco ..
    dicevo che tutto questo insistere su un turbinio di “optionals
    necessari” alla fin fine fanno decadere il significato stesso ed il
    fine ultimo di una autovettura che, in fin dei conti cosè, se non
    un mezzo di trasporto su ruote e sempre vincolato dalle leggi della
    fisica e della gravità al vile suolo terreno?

  29. si ma non gli basta montare un tablet in mezzo al cruscotto
    per farmi credere che l’auto si sia evoluta,sotto sotto è ancora la
    stessa stufa nata più di 100 anni fa e,non basta farla gestire da
    un computer per farla progredire ,se anche manda sms o e.mail o
    guida da sola non è quello l’importante lo fa anche la mia caldaia
    a pellet(gestita da centralina e attivabile via telefono come tanti
    altri elettrodomestici odierni da due soldi)30 anni fa si pensava
    che ai giorni nostri avremmo avuto auto volanti che vanno senza
    inquinare e invece…..

  30. se si volesse basterebbe lasciare uno spazio in cui
    connettere un qualsiasi pulciosissimo tablet da 100 euro sul
    cruscotto che d’incanto l’auto avrebbe a disposizione tutta la
    multimedia pensabile,comprese le impostazioni dell’auto stessa ,le
    stesse funzioni che su di un’auto ti fanno pagare migliaia di euro
    pensateci un giocattolo da pochi euro lo può tranquillamente
    fare,si ma poi che caxxo ce ne facciamo??

  31. Si certo, se vogliamo guardare per il sottile le cose che
    ci stanno attorno, allora scopriamo tanti paradossi. Uno vecchio (e
    classico) è quello dell’afghano che se ne sta fermo ad aspettare
    per mesi, fermo immobile e con in tasca un sacchettino di radici.
    Poi arriva il marine, iper tecnologicizzato, iper mimetizzato,
    collegato al satellite e teleguidato via Internet e .. pum! Un
    colpo e fine della storia. Analogico uno, digitale zero. Oppure se
    vogliamo, possiamo considerare che le due guerre mondiali, con
    tutto il bagaglio di scoperte ed innovazioni (anche aerospaziali)
    si sono svolte in totale assenza di elettronica: tutti i mezzi
    circolanti erano muniti di strumentazione analogica/meccanica e che
    solo nel 2° conflitto iniziò a venir montata .. la radio! E che
    comunque si voglia guardarla (l’elettronica) era sempre e
    rigorosamente a valvole !! Quindi, quello che vorrei dire è che
    l’uomo, con i suoi sensi, la sua intelligenza e capacità di
    interagire con l’ambiente, ha alla fine una sua importanza – anzi -
    una enorme importanza, nel condurre un qualsiasi veicolo, sia su
    terra che in altri elementi. Perchè l’uomo è analogico di suo, e si
    è evoluto in uno spazio tridimensionale assolutamente analogico,
    così come si sono evoluti (assai prima di lui) tutti gli esseri
    viventi sul Pianeta. Come abbiamo tutti visto, pesino un
    grattacielo galleggiante come la Concordia è riuscita a spiaggiarsi
    .. e si che ne aveva di elettronica a bordo !? Dall’altra parte,
    magari, troviamo chi con un guscio di noce ti traversa l’Oceano
    ..

  32. Scusate se torno sull’argomento, ma volevo solo dire
    un’ultima cosa, e cioè che il mio appunto (un filino pesante)
    sull’analogico vs. il digitale e le relative dissertazioni sul
    CD-Rom, la musica in formato MP3, ecc. volevano solo dire che il
    digitale e la digitalizzazione di tutto e “per tutto” ha dei limiti
    intrinsechi e decisi aspetti paradossali, soprattutto quando la si
    deve poi applicare al quotidiano, alle cose spicce .. ovvero – e
    rieccoci – al mondo degli umani, che è assolutamente analogico! Il
    guidare un mezzo, nel caso specifico un’autovettura, comporta
    l’attivazione di tutti i nostri sensi e la costante percezione di
    infiniti parametri, quali la velocità assunta dal nostro corpo, la
    posizione del veicolo sul suolo, la traettoria, il suo rapportarsi
    con gli ostacoli, le traettorie e le velocità degli altri veicoli,
    quelli che stanno accostando e quelli che invece si stanno
    immettendo, i pedoni e gli eventuali bambini che possono
    ulteriormente interferire in questo “caos circostanziale”. Il
    nostro cervello effettua un enorme lavoro di calcolo e di stima di
    infiniti parametri, alcuni dei quali – probabilmente – possiamo
    solo cercare di abbozzare, nel volerli descrivere nel dettaglio,
    tanta è la loro complessità biometrica e biochimica. Quindi dove
    voglio arrivare? Semplice: il mettersi alla guida di un’auto è
    mettere in moto se stessi, solo che andiamo molto più forte di
    quanto madre natura ci abbia concesso e questo avviene perchè è il
    mezzo stesso che ce lo permette. In pratica, questo diventa come
    una nostra propaggine, sia in larghezza che in lunghezza .. noi si
    diventa un tutt’uno con l’autoveicolo, e non sto affatto scherzando
    se dico così: nel nostro cervello si innescano istinti e
    stimolazioni di remoti centri che “ci fondono” con il mezzo
    meccanico, tanto e fino al punto che arriviamo a considerarlo
    davvero come una proiezione di noi stessi, da cui gli inseguimenti
    per solo l’averci tagliato la strada, o le incazzature terribili
    per l’agente che ti sbuca dalla siepe con in mano il telelaser e
    relativo verbale! Roba da infarto. Ecco, cosa c’entra l’elettronica
    in tutto questo? Cosa vuol dire “rendere intelligente” un telaio,
    magari mettendogli sopra tutta una serie di centraline digitali e
    una infinità di sensori? Secondo me non ci azzecca per niente ..
    l’auto la possiamo – infine – anche farla parlare, far sì che ci
    riconosca, che saluti le persone che salgono e che ci camminano
    vicino (?) che ci dica in che punto lati-longi esattamente ci
    troviamo, o che cosa si trova sotto di noi, nel punto
    diametralmente opposto sul Globo .. ma poi siamo noi che dobbiamo
    muovere l’auto! Quindi sta a noi mettere in moto i nostri infiniti
    circuiti di sensori di cui siamo già dotati da qualche manciata di
    millenni, che ci permettono di vivere nel 3D analogico di cui siamo
    tutti figli. Il voler insistere nel far sì che si possano
    sostituire le nostre funzioni (ripeto, IPERcomplesse!) con delle
    scatolette piene di rettangolini di silicio e, da questo, farci il
    lavaggio del cervello convincendoci che l’auto ormai è diventata un
    call-center multimediale, dove ti puoi rilassare e svagare, “tanto
    l’auto và da se”, credo sia veramente il superamento di ogni limite
    imposto all’umana decenza, nonchè una immensa offesa
    all’intelligenza umana! L’elettronica, esasperata a questi livelli,
    farà peggio anzichè far meglio .. proprio perchè creerà generazioni
    di “non guidatori”, inibendo loro quei centri di analisi o
    propriocettori insiti nel corpo umano e frutto di una
    sofisticatissima evoluzione. Concludo: elettronica sì ma solo
    applicata ai circuiti di controllo trazione e sicurezza attiva.
    Quindi meno invasiva sul propulsore, sullo sterzo e sul circuito
    frenante (guarda caso fonti di problemi a non finire!) e se proprio
    si deve infilare l’HI-End .. ecco, che sia messo solo ai sedili
    posteriori. E lasciamo guidare in pace lo Shumi di turno! Godiamoci
    un pò ‘sto 6V, la sua voce e la trazione posteriore ..

 

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